Ricci, quando il potere è arrogante. Così il Pd ha deciso di fare a meno del Fortore

È un’istantanea l’arroganza al potere. Claudio Ricci, presidente della Provincia, questa mattina invocato a gran voce dalla piazza, si è fatto fotografare negli uffici di via Calandra in compagnia del segretario generale della Provincia, Francesco Nardone, è del funzionario Serafino De Bellis.

Lo scatto – messo a disposizione della stampa – doveva essere la prova provata che Ricci era pronto al dialogo con i cittadini del Fortore, ma non nella sua stanza alla Rocca dei Rettori, sede della Provincia, ma negli uffici tecnici di via Calandra.  

Contemporaneamente, rilasciava questa dichiarazione: ”

Il Presidente della Provincia di Benevento Claudio Ricci, in merito alla manifestazione indetta dai cittadini del Fortore per la viabilità in quel comprensorio ha dichiarato

Stamani, sin dalle ore 10.00, sono stato in contatto telefonico con alcuni componenti del Comitato fortorino, dichiarando la mia piena disponibilità ad incontrare una delegazione di manifestanti.

Per tutta la mattinata, avendo già concordato alcuni impegni con rappresentanti Istituzionali, sono stato presso gli Uffici della Provincia in via Calandra dove hanno sede i Settori Infrastrutture e Gestione Economica.

Dunque, questa sede era la più adatta per discutere sulla viabilità nel Fortore: qui lavorano i tecnici, qui sono depositati i progetti d’intervento, qui ci sono le prove documentali di tutto quanto noi possiamo mettere in campo, abbiamo messo in campo e vogliamo mettere in campo per le strade del Fortore. Avevo già mobilitato i tecnici che erano a disposizione per fornire ogni chiarimento possibile alle domande dei cittadini.

Di contro, trasferirmi alla Rocca, come richiesto, avrebbe significato trasportare tecnici, carte e faldoni.

Non approvo il comportamento del Comitato che ha rifiutato il mio invito: peraltro, ricordo che è prassi che, in occasioni di manifestazione di protesta, il rappresentante dell’Istituzione contestata riceva solo una delegazione per illustrare la propria posizione e rispondere ai rilievi critici in maniera ordinata e chiara. Prendo atto però che questo incontro non lo si è voluto fare perché si è preferito invece la caciara che trova maggiore spazio sui mass media. Ma in questo modo non si risolvono i problemi”.

Ma quella istantanea è in realtà soltanto la prova regina di una politica che si blinda, si raggomitola su se stessa davanti ai bisogni, ai gridi di dolore dei cittadini-elettori.

Ricci utilizza l’espediente retorico di scaricare il barile delle responsabilità del mancato dialogo, lo fa per quell’irrefrenabile vanità che spesso assale i politici, lo fa perché del “pubblico pagante” in questa democrazia mutilata da un astensionismo record se ne può pure fare a meno, lo fa nel tentativo di conservazione di se stesso. 

Intanto, Ricci oggi ha soltanto soffiato sul fuoco dell’antipolitica, messo in imbarazzo ulteriore il Pd, suo partito d’appartenenza, che conta un sottosegretario alle Infrastrutture. e. È come se oggi Ricci avesse detto che può anche fare a meno degli elettori.

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