Ricci scrive ad Alfano sui migranti. La provincia batte un colpo e ricorda a se stessa di esistere ancora

di Salvatore Ferri

BENEVENTO – Ve lo ricordate Mario Scetta, “nuovo” Sindaco di Castelvenere? Si era alzato in piedi e aveva minacciato le dimissioni, battendo le mani una contro l’altra in segno di saluto. Era il due Settembre scorso e negli uffici della provincia di Benevento si ragionava di migranti. 

In quell’occasione una quarantina di Sindaci del territorio avevano circondato Claudio Ricci, primo Presidente non eletto della provincia di Benevento, per urlare un disagio comune e generalizzato: “troppi migranti nei paesini del comprensorio.”

E allora ieri sera il gigantesco numero uno della Rocca ha rilasciato un comunicato stampa in cui ha fatto sapere di aver interessato della questione il Ministro dell’Interno Angelino Alfano. “Lo faccio per un dovere istituzionale e nello spirito di cooperazione tra le Istituzioni”.

Insomma: Il giorno 23 Settembre 2016, il Presidente ha battuto un colpo e ha fatto sapere che la Provincia di Benevento (intesa come istituzione ci mancherebbe) c’è ancora.

L’ex Sindaco di San Giorgio del Sannio, che ha deciso di scrivere direttamente alla casella di posta romana di Alfano per investirlo del problema migranti, ci ha ricordato che negli uffici della Rocca dei Rettori qualcosa si combina ancora.

“Da quando si diffusero i primi allarmi, ormai un paio di mesi fa”- si legge nella nota- “la situazione nel Sannio non è affatto cambiata in meglio: anzi io ricevo, quotidianamente, segnalazioni e sollecitazioni da parte di numerosi Sindaci in merito ad uno stato di cose che rischia di diventare incontrollabile”.

Già, i Sindaci. I Sindaci che vorrebbero una corretta ripartizione del numero di migranti assegnati ai comuni che rappresentano, troppo piccoli e con poche risorse per ospitarne così tanti come oggi. Il ragionamento, però, una volta tanto esce dai contorni del politichese e va dritto al punto. “Pane al pane e vino al vino” come direbbero davanti ad un bar della provincia.

Perché il punto, inutile girarci intorno, sono i canali attraverso i quali troppo spesso questi migranti arrivano. La Prefettura, infatti, emana dei bandi ad evidenza pubblica affinché i comuni ospitino un certo numero migranti. Il fatto è che al bando rispondono i privati che, attraverso le tanto citate cooperative d’affari, propongono in affitto i propri immobili. E a quel punto poco possono fare i comuni se non prendere atto della cosa.

Qualcosa in questa direzione si legge nella nota diffusa dalla Rocca dei Rettori. “I Sindaci del Sannio- scrive Ricci- “nel corso dell’Assemblea, dopo aver protestato per la evidente sproporzione tra il numero dei residenti dei nostri piccoli Comuni e quello dei migranti assegnati agli stessi, richiamarono con forza l’attenzione del Governo centrale sulla concreta e realistica possibilità: “che il meccanismo di accoglienza finisca nel mirino di gruppi di affaristi, in nulla interessati alla solidarietà umana, ma molto invece alla ricerca del personale profitto derivante dal vergognoso e spietato sfruttamento degli esseri umani che versano in condizioni di estremo bisogno; che si favoriscano fenomeni di spaccio di sostanze stupefacenti e di sfruttamento della prostituzione; che si scateni una crisi igienico-sanitaria nelle strutture abitative private, spesso inadeguate in quanto prive persino di allacci fognari, indicate anch’esse dai privati (singoli o associati) per ospitare i migranti; che si accusino, paradossalmente, i Sindaci e i cittadini sanniti di “razzismo”, sebbene sia del tutto chiaro che non è certamente quello attualmente vigente il modo migliore per esprimere solidarietà a chi ne ha bisogno.

Quattro “che” per centrare il problema. Cosa farà Alfano, adesso? Impugnerà carta penna e calamaio rispondendo in politichese?

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