Ricordo commosso di Barry,  il migrante studente. I docenti e gli amici: “Il tuo polline darà fiori e frutti. Nel tuo nome nascerà una biblioteca”

 

Una poesia, una lettera, tanti ricordi commossi per Barry, il ragazzo guineano scomparso per una brutta malattia. La sua storia di lotta e di speranza è stata nuovamente raccontata a Palazzo Mosti, nella sala del consiglio comunale di Benevento, per commemorarlo ed anche per sottolineare la solidarietà concreta di tutti coloro che gli volevano bene, dai suoi docenti ai suoi amici, dai medici dell’Ospedale Rummo ai tanti cittadini che hanno partecipato alla raccolta dei fondi necessari per portare la sua salma in Guinea.

Barry Abdoul aveva 21 anni e voleva fare il ragioniere. Per questo frequentava con grande impegno il corso serale organizzato presso l’Istituto Alberti. Ogni giorno partiva dal centro di accoglienza di Torrecuso per raggiungere Benevento. Non perdeva una lezione. “Rivedo la sua immagine -ricorda Lucia Squillante, docente di italiano per la Cooperativa Benedetta Ocone- mentre  mi aspetta davanti alla scuola. Era il migliore e sfotteva i suoi compagni in difficoltà con l’italiano. Una volta vinse un profumo alla gara dei verbi. Voleva metterlo quando avrebbe incontrato la ragazza di cui era innamorato”.

La raccolta di fondi per consentirgli di essere seppellito al suo paese ha dato buoni frutti. “In dieci giorni-spiega Daniela Basile, insegnante di lingue all’Alberti- abbiamo raggiunto 5480 euro. La città ha dato un segnale importante, che fa ben sperare in un mondo migliore. Per l’agenzia funeraria sono stati spesi 3500 euro, il resto è stato spedito alla sua famiglia. Gli permetterà di sopravvivere per alcuni mesi. Per non disperdere la memoria di Barry potremmo creare una biblioteca per i ragazzi in difficoltà”.

Per la commemorazione  è venuto il console della Guinea, Armando Nicolella, che ha ringraziato, emozionato, Benevento per il grande cuore, ricordando che negli anni novanta il primo consolato guineano  per l’Italia meridionale fu istituito proprio nel capoluogo sannita in via Biagio Cusani. “Voi siete una “mosca bianca”- ha sottolineato il rappresentante della comunità guineana di Napoli- negli ultimi due mesi ci sono stati cinque morti della nostra terra, tra Campobasso e Sessa Aurunca, ma nessuno trattato come Barry”.

Ora la sua salma sarà vegliata per 18 giorni a Conakry. Per rendere omaggio al ragazzo c’erano anche alcuni suoi cari amici e la dottoressa dell’Ospedale Rummo, Isabella Carlucci. “Tanta solidarietà non si era mai vista -ha detto il medico- Benevento ha capito che questi migranti sono costretti a scappare”. “Nessuno lascia la propria casa –ha scandito Basile leggendo una poesia- a meno che la sua casa non siano le mandibole di uno squalo. Nessuno mette i suoi figli su una barca a meno che l’acqua non sia più sicura della terra”.

La voglia di conoscere e di costruirsi un futuro, di riscattarsi, la sua fiducia nello studio e nella formazione, sono state testimoniate dalle docenti dell’Alberti, Annamaria Mollo e d Erminia Maccauro, mentre il dirigente del Centro per l’Educazione degli Adulti, Antonio Gaita, ha voluto scrivere una lettera a Barry, il cui significato profondo è racchiuso nelle seguenti parole: “Nessun uomo è un’isola, ogni uomo è una parte del tutto. Ho paura dell’egoismo e dell’individualismo, oggi fortemente sdoganati. Stai certo Barry che il polline che hai lasciato darà fiori e frutti che avranno il tuo nome. Buon viaggio” .

 

 

 

 

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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