Risvolto positivo per l’odissea privata di Daniela: il suo annuncio su Facebook

“Grazie a Sanniopage e al Mattino, grazie alle vostre condivisioni ho vinto la mia piccola battaglia. Sto andando in ospedale per fare il ricovero. Abbiate il coraggio di denunciare perché solo denunciando si possono cambiare le cose. Un abbraccio a tutti grazie per il conforto la disponibilità ed il sostegno che mi dimostrano che l’umanità c’è ed è la maggioranza”, con queste parole Daniela Basile ha annunciato su Facebook il risvolto positivo della sua storia. Stamattina Daniela potrà finalmente ricoverarsi in ospedale e fare il suo intervento.

Ieri aveva raccontato la sua odissea privata con un post su Facebook: da mesi, era in attesa della rimozione di una placca dalla caviglia sinistra, un intervento reso impossibile per la carenza di anestesisti all’ospedale Rummo.

“Ho un rigetto della placca al titanio alla caviglia sinistra a seguito di una frattura trimalleolare avuta 2 anni e mezzo fa – aveva raccontato -. A novembre scorso la mia caviglia si è improvvisamente gonfiata, arrossata, a tratti livida, mi è venuta la febbre a 40 e avvertivo un dolore lancinante. Il mio ortopedico mi ha visitato, avevo un rigetto in atto. Ho dovuto prendere antibiotici, calcio eparina, mettere il tutore, stare a riposo senza caricare peso sulla gamba sinistra. Sempre il mio ortopedico, medico premuroso e attento, ha fatto richiesta di rimozione della placca entro la seconda decade di novembre. Ho dovuto fare preospedalizzazione alias attesa infinita e pensate un po’ per un intervento programmato entro la seconda decade di novembre la preospedalizzazione ( l’iter e gli esami necessari per poter sostenere l’intervento dalla visita anestesiologica a quella cardiologica e gli rx torace)l’ho completata il 2 dicembre! Per fortuna l’infezione è rientrata ma resta il dolore e la difficoltà nel deambulare. E’ come se avessi dei coltelli piantati nella caviglia che ad ogni movimento sembra che mi strappino la carne. Uso le stampelle e cammino poco visto che se esagerassi rischierei di ritrovarmi nuovamente con un piede gonfio come uno zampone!. “mancano gli anestesisti” dice il caposala bisogna pazientare”.

Ma a questo punto sopravviene la paura di un’infezione o peggio dell’amputazione della gamba. Così Daniela ieri ha denunciato tutto su Facebook.

“Ogni giorno – scriveva -mi raccomando al fato, a Buddha, ad Allh e a Gesù che l’infezioni non ritorni e che una banale intolleranza si tramuti in amputazione. E certo amputazione perché tra le complicanze dell’intolleranza c’è anche quella la setticemia e l’amputazione! Finalmente mi convocano in ospedale e stamani il caposala mi dice di presentarmi lunedì mattina per l’intervento alle 8:15. Ma il sollievo dura poco”. Anche questa volta era arrivato, però, puntuale il rinvio per l’assenza di anestesisti.  

La sua storia aveva avuto subito una grande risonanza, con decine di condivisioni del suo post e del nostro articolo. Potere della denuncia pubblica, oggi Daniela potrà ricoverarsi: c’è, dunque, un anestesista a Benevento. Un risvolto positivo che rincuora, ma che lascia l’amaro in bocca, pensando a tutti quelli che non hanno la forza o la possibilità di denunciare pubblicamente le storture del sistema sanitario. 

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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