Il Rosatellum fa l’Infamellum con Pannarano, si dimette il segretario del Pd

Beffato dal Rosatellum. Perché se non fosse stata approvata la legge elettorale che porta il nome del capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato, Pannarano, comune in provincia di Benevento, non sarebbe stato costretto a votare con i “parenti serpenti” irpini.

Il tempo di un vertice capitolino, e il  Rosatellum diventa infamellum per Pannarano. 

Un fulmine a ciel sereno che è arrivato con la definizione dei collegi da parte del Governo e che sta infiammando il dibattito politico. Il sindaco del paesino, vicino al Pd anche se non organico allo stesso, ha subito imbracciato il lanciafiamme e minacciato di non andare a votare invitando a una astensione di comunità.

Il suo vice, Antonio Iavarone, è  Il segretario dei Giovani Pd; alle ultime primarie ha sostenuto un diversamente renziano come Orlando, ministro di Grazia e Giustizia. L’ accorpamento di Pannarano al collegio uninominale di Avellino 1 potrebbe costargli la carriera, se non avesse trent’anni e tutta la vita davanti per buttarsi alle spalle gli errori altrui.

Perché il caso Pannarano non è figlio di un destino cinico e baro, ma di una politica disattenta, se non miope. 

Nel ’93, in piena Tangentopoli, con il Mattarellum, Pannarano votò con Avellino. Poi quell’anomalia fu corretta, ma la questione è rimasta sepolta per decenni sotto chili di carte in qualche cassetto del Legislatore. Nessun parlamentare sannita si è ricordato del rischio che correvano gli elettori di questo paesino di 2000 abitanti, costretti a una fusione a freddo con Avellino, dove nessuno si ricorderà di loro dopo 24 anni. 

Ora, però, a cose codificate, la politica sgomita  per provare a rimediare ad una stortura. Barone di Ncd promette battaglia, per ridare a Pannarano quel che è di Pannarano. 

Il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, unico rappresentante sannita nel governo nazionale, evita esternazioni. 

Così, visto che in Italia il tiro al piccione è uno sport nazionale, l’unico a dimettersi è il segretario del circolo pd di Pannarano, Fabio Lombardi, che oltre a esprimere amarezza per l’assegnazione al collegio di Avellino 1, non lesina stoccate alle altre forze partitiche, colpevoli di usare il caso Pannarano come una  clava elettorale. 

“Esprimo il mio rammarico per l’inserimento di Pannarano nel Collegio Elettorale di Avellino, ma contestualmente assumo anche le mie responsabilità: sapevo da tempo che i collegi uninominali (leggendo semplicemente gli articoli di politica della carta stampata) sarebbero stati individuati in base all’accorpamento dei vecchi collegi del Mattarellum! – afferma –. Ebbene il sottoscritto, in qualità di segretario di circolo non ha intrapreso alcuna iniziativa verso gli organi preposti affinché ciò non avvenisse! Quindi rimetto il mandato nelle mani degli iscritti del PD pannaranese, chiedendo contestualmente ai rappresentanti provinciali di intraprendere ogni iniziativa possibile a sanare un’anomalia vecchia di 25 anni!”

Lombardi riesce a prendersela con se stesso, ma evita di  puntare l’indice verso chi, forse, a Roma avrebbe dovuto monitorare la questione. Mentre diventa importante bacchettare chi prova a “strumentalizzare” il pasticcio Pannarano. 

“Ci sorprende lo stupore di alcuni esponenti politici – attacca Lombardi – che nonostante abbiano rivestito ruoli dirigenziali e di governo del territorio sannita da oltre trent’anni, ben avrebbero dovuto conoscere la probabilità dell’inserimento di Pannarano nel collegio di Avellino. – conclude Lombardi – Non vorremmo che oltre al danno sopraggiunga la beffa, non è questo il momento per fare strumentalizzazioni politiche o speculazioni. Auspichiamo un sincero impegno politico da parte di tutte le forze per porre rimedio ad una incresciosa situazione. In ogni caso invitiamo i cittadini ad esercitare il proprio diritto di voto”.

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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