Rugby, l’ultimo omaggio di Mennato Pedicini a Enzo Villani: “Mi ha insegnato l’umiltà di essere forte senza farlo pesare”

Mennato Pedicini è stato Presidente del Benevento Rugby, un’esperienza che lo aveva molto legato al  professore Vincenzo Villani deceduto, lo scorso ottobre,  all’età di 69 anni presso l’ospedale San Pio di Benevento. 

A lui Mennato Pedicini ha voluto dedicare questa lettera intensa, che abbiamo l’onore di pubblicare. 

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Tra me ed …. Enzo

“La mia vita, ad un certo punto del suo percorso, si è incrociata, molto casualmente, con il mondo del rugby. In apparenza un mondo particolare fatto di matti e di eroi, di diavoli e santi, gente che scende in campo per picchiarsi e pertanto uno sport pericoloso, da starci lontano. Io mi sono incontrato con il Benevento Rugby in una bellissima giornata di maggio del 1999.

Per capire questo mondo e questa società ci ho messo un po’ di tempo ed oggi a distanza di ventuno anni penso di poter dare un giudizio su quello che questo sport rappresenta per la città di Benevento, non solo, ma anche sul perché, questa società, soffocata da infinite discussioni, non riesce a vivere il “suo” presente ingabbiata com’è nel “suo” passato.

Un passato glorioso, a volte ingombrante, per molti pesante, per alcuni addirittura insopportabile.
Per i più che ho conosciuto, il passato di questa bellissima società, della quale mi sono onorato di esserne stato presidente, è una fede religiosa vissuta da talebani, e come tali incapaci di comprenderne il senso ed il significato, per metterlo in discussione.

Molti si glorificano del fatto di appartenere al Benevento Rugby, si vantano di aver giocato indossando la maglietta biancazzurra, ma pochi sono riusciti a coglierne il significato profondo, “la verità”.
Tra quelli che ho conosciuto, una persona aveva colto l’essenza e la profondità del passato di questa società, si chiamava Enzo Villani.

Enzo ha contribuito in modo inequivocabile alla costruzione di quella “verità” ed è stato uno dei pochissimi che ne ha tratto una morale e l’ha applicata alla sua vita.
Enzo è stato un grande atleta, un grande giocatore ed un grande uomo e sono orgoglioso di averlo conosciuto e di annoverarmi tra i suoi amici.
Enzo, il suo modo di vedere le cose, il suo modo di vivere, è stato per me una esperienza di vita fondamentale nella decifrazione del mondo rugbystico beneventano e non solo.
Il prof. Villani ha spinto l’esempio fino ad un limite di comprensione impossibile da non cogliere e fare proprio, nel quale le esperienze di vita si confondono e diventano un tutt’uno con la disponibilità, la solidarietà il rispetto per le persone e per il loro modo di pensare, con la discrezionalità e la riservatezza, con la sincera comprensione e condivisione dei problemi quotidiani.
Attraverso il rugby, Enzo, ha veicolato sentimenti puri di fratellanza e di umiltà.
Ecco, l’umiltà di sapere di essere forte e non farlo pesare, l’umiltà di sapere che molti non potevano, per propri limiti, elaborare quella esperienza e tramutarla in fatti concreti, l’umiltà di stare sempre e comunque vicino a chi si sente “Dio” per il solo fatto di esserci stato. L’umiltà di stare col torto sapendo di avere ragione. Aveva saputo scomporre la “complessità del rugby” non essendo mai banale.
Enzo aveva ben chiara la morale, perché oltre ad esserci stato aveva determinato scelte e comportamenti mutuandoli con l’esperienza di vita rugbystica . Aveva posto domande, a volte scomode, ma sempre con la schiettezza e la sincerità di chi attraverso il proprio percorso di vita affronta le cose a viso aperto, di petto, mai con sotterfugi. D’altro canto predicava lealtà e sincerità, odiava le cose non dette sulle quali guai a rimuginare. Enzo ha vissuto con gli occhi aperti senza mai perdere di vista la sua etica e la sua morale, in grande armonia con quello che la vita gli ha proposto quotidianamente, le difficoltà e le gioie, il dolore e la felicità di aver dato tutto in un campo di rugby.
Enzo sarebbe stato tale anche senza il rugby, per quanto ne sia diventato tutt’uno. Ed è proprio questo che lo eleva tra i primi e lo rende universale. Si perché sono grandi uomini che fanno grande una disciplina e non viceversa. Enzo Villani ha fatto grande il Rugby a Benevento e forse questa potrebbe essere la vera chiave di lettura i quel glorioso passato.
E’ pesante la sua eredità, e stargli alla pari sarà molto difficile per chiunque voglia pensare di ripercorrere e reinterpretare la propria vita seguendo regole certe. Secondo il mio modesto modo di vedere, c’è chi tutto questo l’ha intuito e ha elaborato un pensiero critico traendone una dolorosa morale.

Mennato Pedicini già Presidente del Benevento Rugby

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