Samte, quando lo Stato fa fallire se stesso. I Comuni non pagano la raccolta rifiuti, la società va in liquidazione

Samte va verso la liquidazione. E’ l’annuncio dato ieri nel corso di un tavolo tecnico alla Provincia di Benevento.

Non c’è speranza per l’azienda partecipata della Provincia di Benevento che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti.

Ormai i conti non sono più sanabili, le criticità si sono consolidate al punto tale da aver segnato il destino dell’azienda.

Ma cosa ha determinato la fine di Samte?

Quella di Samte è la storia dello Stato che fa fallire se stesso. Eh già, perché sono stati i Comuni della provincia di Benevento a far accumulare all’azienda, a maggioranza partecipazione pubblica, una montagna di crediti diventati inesigili, tanto da portare nel 2016 alla richiesta di concordato preventivo.

Nella proposta di concordato, si fece notare come la crisi della società fosse stata determinata dalla mancanza di
liquidità derivante dal ritardo o dall’omissione, da parte della maggioranza dei Comuni-utenti, nel pagamento della tariffa di conferimento,  in riferimento alle annualità maturate anteriormente all’anno 2016.

La Samte, nel 2016, dopo il deposito della domanda di concordato, cercò di arginare il fenomeno inoltrando ai Comuni morosi atti di diffida, attraverso i quali veniva intimata l’interdizione ad usufruire del servizio di smaltimento rifiuti presso lo STIR di Casalduni in caso di reiterata insolvenza, nonché il blocco del conferimento dei quantitativi di rifiuto indifferenziato prodotto oppure consentito un limitato conferimento sin quando gli Enti comunali non avessero provveduto a sanare la morosità. Ma neppure questa strada portò a un approdo.
Trovandosi nell’impossibilità di pagare i fornitori, la stessa società fu travolta da vertenze giudiziarie. 

Così, per esempio, nel 2016, il comune di Airola doveva a Samte oltre 300 mila euro, quello di Amorosi 282 mila euro, quello di Arpaia 185 mila euro, quello di Morcone 90 mila euro. Non c’era Comune, tre anni fa, a non avere un debito verso Samte. Ceppaloni doveva a Samte 120 mila euro, Foglianise 105 mila, Guardia Sanframondi 146 mila. Montesarchio riuscì ad accumulare 769 mila euro di debiti, San Giorgio del Sannio 366 mila, Telese Terme 404 mila. 

C’erano poi i debiti, decisamente irrecuperabili, di Comuni in dissesto, come Casalduni moroso per 132 mila euro, o Cerreto Sannita che doveva alla società oltre 89 mila euro, San Leucio del Sannio 186 mila, Calvi 145 mila .

Ma il colpo di grazia fu quello dato dal Comune di Benevento, moroso verso Samte per oltre 2 milioni di euro.

Con l’arrivo a Palazzo Mosti del sindaco Clemente Mastella, venne dichiarato il dissesto finanziario dell’ente e per Samte arrivò la sentenza definitiva.

Nella certezza, ormai, di non riuscire a recuperare i crediti, si optò per il concordato preventivo, che si chiuse con una cifra monstre: 11 milioni e 500 mila euro di debiti dei Comuni verso Samte. 

ECCO GLI IMPORTI DELLE MOROSITA’ DEI COMUNI NEL 2016

Ma cosa è cambiato dopo il concordato?

Niente. I Comuni hanno continuato a non pagare il dovuto per il conferimento alla società.

Nel 2017, il debito verso Samte era ancora di circa 250 mila euro, nel 2018 più di 330 mila euro.

Nel 2019, i crediti di Samte ammontano a 2 milioni e 700 mila euro: tutti i comuni risultano morosi, tranne San Bartolomeo in Galdo e di Santa Croce del Sannio. 

I livelli occupazionali

Sono 51 i dipendenti Samte che da tempo chiedono certezze sul fututo. I loro stipendi sono fermi allo scorso settembre.

Ieri nel corso di un briefing alla Provincia, a cui hanno preso parte i manager delle Società partecipate, il Presidente dell’Ato rifiuti, Pasquale Iacovella ed il direttore generale Massimo Romito, è emersa in particolare la grave condizione economico-finanziaria in cui versa la Società Samte,  illustrata dall’amministratore unico, Carmine Agostinelli.

Nel corso della riunione è stata avanzata l’ipotesi di un assorbimento dei lavoratori in Ato. Questa ipotesi di soluzione della crisi aziendale  prevede che l’Ato individui la Samte quale soggetto gestore dell’impiantistica nella disponibilità della stessa Samte, passando attraverso una fase di ammodernamento ed efficientamento delle strutture stesse.

Questo percorso aprirebbe la strada alla salvaguardia dei livelli occupazionali, passando, però, attraverso i contratti di solidarietà, fermo restando il rispetto degli equilibri economico-finanziari al quale devono concorrere gli effetti della perequazione per la gestione pluriannuale delle discariche “post mortem” e siti dismessi.

 

 

 

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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