Samte, spunta l’incompatibilità per l’amministratore unico De Gregorio

Il 28 settembre scorso, a pochi giorni dalla resa incondizionata di Fabio Solano, al vertice della Samte arriva Domenico De Gregorio, nominato dal presidente della Provincia, Claudio Ricci,  amministratore unico della Samte.

Il comunicato stampa diramato dagli uffici della Rocca dei Rettori rendeva noto che ” il presidente ha individuato il nuovo vertice Samte in base alla procedura ad evidenza pubblica indetta lo scorso 11 gennaio 2018, cui parteciparono nove candidati dichiaratisi disponibili a ricoprire l’incarico.

Nel decreto di nomina di Ricci – si sottolineava – si legge che Domenico De Gregorio ha presentato un Curriculum vitae con il possesso di tutti i requisiti indicati nell’Avviso Pubblico e cioè: Laurea in Economia Aziendale con abilitazione all’esercizio dell’attività di Dottore Commercialista; una notevole preparazione culturale ed una comprovata esperienza professionale di Dottore Commercialista,  Revisore Contabile, Curatore Fallimentare e Commissario Liquidatore.

Tutto chiaro, lapalissiano fino alla noia. Ma le cose in politica non sono mai come sembrano. Così si scopre che De Gregorio ha sì un curriculum ineccepibile, ma ha pure un piccolo scheletro nell’armadio.  Perché il regolamento della Provincia sugli avvisi pubblici prevede un’incompatibilità tra nomina e incarichi di consulenza in società controllate dagli enti che hanno effettuato la designazione.

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Sul sito dell’Asea, società partecipata dalla Provincia, risulta che De Gregorio avrebbe tutt’ora in corso un incarico di consulenza la cui durata è fino al 2019.

Non si registra alcuna rinuncia alla consulenza, o nessuna comunicazione della stessa. Se le cose stessero così il mandato di De Gregorio dovrebbe decadere seduta stante e gli atti fin qui posti in essere potrebbero essere nulli.

Un caso che, se confermato, sarebbe un clamoroso autogol e investirebbe responsabilità politiche e tecniche perché se Ricci avrebbe nominato De Gregorio in disprezzo del suo stesso regolamento (che, per giunta, si rifà a una norma della legge Severino), chi doveva controllare, il segretario generale Franco Nardone, anche responsabile trasparenza e anticorruzione, già rinviato a giudizio per il caso Cataudo all’Asea, avrebbe chiuso un occhio evidentemente per quieto vivere.

Ricci si affrettò a nominare De Gregorio dopo le dimissioni di Solano all’indomani del rogo di ecoballe allo Stir di Casalduni,  a causa dello stato di crisi aziendale in cui versa la società stessa e che si concretizza nella procedura di Concordato preventivo in corso presso il Tribunale di Benevento e nel regime di Cassa Integrazione in cui sono stati posti i dipendenti della stessa Samte.

Questa mattina, nell’ultima seduta di Consiglio provinciale si discuterà proprio di Asea e Samte, da sempre punti deboli della Provincia targata Ricci. Si proverà a mettere le cose in ordine prima che le nuove elezioni portino all’ingresso di Antonio Di Maria alla Rocca dei Rettori, sottraendo al Pd l’ultima roccaforte di potere.

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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