Sanità, Forza Italia attacca De Luca. Caldoro: “Soldi solo per Salerno”

“Una battaglia non demagogica, ma di merito che condivido”, Stefano Caldoro, ex presidente della Regione Campania, è a Benevento al fianco di Clemente Mastella e Sandra Lonardo per bocciare il piano ospedaliero di Vincenzo De Luca. 

Adduce prove documentali, agita cifre e riporta circostanze precise contro la programmazione sanitaria di questa Regione. E si difende da chi lo accusa: “Mi sento tirato in ballo per il decreto 49 che nel 2015 stabilì la chiusura di alcune strutture ospedaliere senza colmare colmare i disequilibri tra macroaree. Voglio solo ricordare che quel decreto fu voluto da Bassolino, che se la prendano con lui”.

A guardarli in superficie, i numeri appaiono confortanti: prima del nuovo piano, i posti letto attivi in Campania erano 18.204, grazie alle decisioni del Governo centrale, è stato possibile un incremento di 1637 nuovi posti letto, in modo da raggiungere l’obiettivo di 3,6 posti letto per 1000 abitanti.  Ma è sulla ridistribuzione per macroaree che il governo De Luca pare scivolare. 

“Mentre Caserta guadagna 604 posti letto, Napoli 966 e Salerno 254 – spiega Caldoro – la macroarea Avellino-Benevento ne perde 187. E vi assicuro – tuona – che non sarà Avellino a perdere”.

Secondo l’ex Governatore, sarà Benevento a vedersi scippare circa 100 posti letto. Il che produrrà l’automatico declassamento dell’azienda ospedaliera Rummo. “Benevento non avrà più un Dea di II livello”, spiega Caldoro. Per il quale il piano toglie ai “poveri” (le aree interne) per dare ai “ricchi” (le aree costiere).

“Per Salerno – fa notare l’ex Presidente –  è previsto un investimento di 450 milioni di euro per un nuovo ospedale. E questa sarebbe la Svolta? Mentre la sanità in.Campania può finalmente contare su più soldi, si riduce lo spazio per le aree interne della Campania”. E Caldoro avverte anche gli amministratori del Pd “quelli che pensano che sull’ospedale di Sant’Agata de’ Goti sia stata fatta una genialata. Guardate che i soldi per far decollare quell’ospedale non ci sono”. L’invito ad aprire gli occhi è rivolto al sindaco di Sant’Agata Carmine Valentino, anche segretario provinciale del Pd, e al consigliere regionale, Erasmo Mortaruolo,  che hanno levato scudi a difesa del nuovo piano ospedaliero. Il Pd però sugli effetti collaterali che la riprogrammazione deluchiana della sanità produrrebbe nel Sannio comincia a dividersi. Sindaci e amministratori dem stanno lanciando allarmi e alzando la voce, nonostante le rassicurazioni di Valentino e Mortaruolo. Mentre tace il deputato del Pd, Umberto Del Basso De Caro, forse per opportunità visto che la moglie è direttore amministrativo del Rummo. 

“La nostra è una battaglia per Benevento – spiega Mastella – non c’è alcuna intenzione di strumentalizzare politicamente un tema che ha ripercussioni sulla vita dei cittadini. Tanto che ho affrontato la questione dopo la campagna elettorale. Né facciamo demagogia come i 5Stelle: per sapere come funziona il Pronto soccorso del Rummo non c’è bisogno di improvvisare un blitz”. 

Mentre Armando Cesaro, capogruppo  di Forza Italia in Consiglio regionale, annuncia una mozione sulla questione sanità nel Sannio. “Questa è anche la nostra battaglia. De Luca ha fatto il diavolo in quattro per diventare commissario alla sanItà e questi sono i risultati”. 

“Se non avessi iniziato questa battaglia, avremmo dovuto solo prendere atto dello smantellamento della sanità nel Sannio – dice la senatrice Sandra Lonardo, che a pochi giorni dalle eleazioni organizzò un.presidio a Sant’Agata per protestare contro.il nuovo piano ospedaliero -. Quella  iniziativa fu accolta con scetticismo, mentre comincio ora a riscontrare più consapevolezza della gravità della questione. Dispiace solo che il Pd  perda tempo a battibeccare, anziché entrare nel merito. Intanto resto ancora in attesa della risposta del presidente De Luca e del ministro alla Salute”. 

 

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