Sanità, i testosteroni di De Luca hanno stufato

La sanità è una cosa seria, De Luca no. Il presidente della Regione si  è stizzito per le parole e le iniziative dei Mastella sul piano ospedaliero ed ha reagito come avrebbe fatto Crozza, con surreale veemenza verbale. Come  un personaggetto.

Ma l’uomo è così: se per Grillo il vaffa-day è durato una stagione, per De Luca ogni giorno e ogni argomento sono buoni per un vaffa. Peccato che qui di mezzo ci sia la sanità, ossia l’articolo 32 della Costituzione, quello per cui ogni cittadino ha diritto a curarsi possibilmente nelle migliori condizioni possibili. 

La vexata quaestio è il piano ospedaliero regionale e il livello assistenziale degli ospedali sanniti. Per i coniugi Mastella,  (lui sindaco del capoluogo sannita, lei senatrice di Forza Italia),  il nuovo polo ospedaliero sannita che accorpa il Rummo con Sant’Agata de’ Goti, ribattezzato per editto San Pio (in barba alla laicità dello Stato), precipiterebbe a livello assistenziale uno. Fuori dagli acronimi, che nessuno si prende la briga di  declinare, figuriamoci di spiegare, significa che se ti sta per scoppiare il cuore potresti finire prima tra le braccia di San Pio che sotto le mani di un chirurgo cardiovascolare di alta specializzazione. 
I Dipartimenti di Emergenza Accettazione di secondo livello sono.infatti in grado di assicurare, oltre alle prestazioni fornite dai DEA di primo livello, le funzioni di alta specialità legate all’emergenza, tra cui cardiochirurgia, neurochirurgia, terapia intensiva neonatale, chirurgia vascolare, chirurgia toracica.

Insomma, qui ci si gioca la vita, non la borsetta. 

Ma cosa ha risposto il governatore della Campania a Mastella che qualche giorno prima aveva pubblicamente bocciato il piano ospedaliero? 

Voglio chiarire una situazione che si è determinata a Benevento – ha esternato il governatore della regione che vede da anni commissariata la sua sanità  – dove ci sono forze politiche che pur di fare demagogia e propaganda rischiano di danneggiare pesantemente il territorio”.

Siamo riusciti invece a strappare una deroga per Benevento – ha spiegato come se ci avesse salvato dal patibolo, lui che è dotato del potere di vita e di morte – E sapete chi protesta? Qualche amministratore di Benevento. Siamo a livelli di totale irresponsabilità. Alcuni amministratori di Benevento. Siamo alla follia, alla stupidità”.

Come se non bastasse, a De Luca ha innervosito la presa di posizione aspra e dissacrante di un chirurgo della fama di Husher, uno dei medici in fuga dal Rummo ora che si rischia il declassamento.

“Uno squinternato di primario”, secondo De Luca, “che si è permesso di fare polemiche con la Regione. Mi auguro che sia sottoposto a procedimento disciplinare perché nessuno si può permettere di parlare a ruota libera, dicendo idiozie”. 

Ovviamente gli homines deluchiani che hanno fatto? Come è tradizione nel Pd, dove ormai conta solo il grado di obbedienza al capo,  hanno subito alzato scudi a difesa del Presidente, prima il consigliere regionale del Pd, Mino Mortaruolo, poi il sindaco di Sant’Agata e deputato mancato Carmine Valentino, e alla fine perfino Del Basso De Caro, che pur di scontrarsi con Mastella ha sotterrato per il tempo di un comunicato stampa l’ascia da guerra contro De Luca, tanto ci penserà domani ad agitargliela sotto il naso. 

Come se la sanità fosse “affare”‘ loro, anziché entrare nel merito del Piano ospedaliero e assicurarci che “il meglio deve venire”, che mai più dovremo stazionare come vecchi treni in un Pronto soccorso, che puff la lista d’attesa l’avremo scalata prima di lasciarci le penne, che per curarci un tumore non dobbiamo prima passare in banca o prosciugare libretti postali,   il Presidente e i suoi arcieri si autocondannano all’offensiva verbale. 

Il lessico testosteronico di De Luca, quello che un tempo era musica per le orecchie ormai stanche del ritmo lento di Caldoro,  comincia però a stufare. 

Un presidente di una regione come la Campania, mai più prima, con uno dei più alti tassi di disoccupazione, con un irrisolto scandalo “monnezza” che ha travolto pure lui e famiglia, con una sanità pubblica che ha più buchi di un groviera, con una criminalità si atteggia a  legge naturale, dovrebbe almeno su certi temi esibire argomentazioni, smontare tesi e costruire antitesi, con rigore, serietà e rispetto dei cittadini, soprattutto di quelli per cui la salute è un problema.

Anziché comportarsi come il molestatore seriale del parco urbano, che spalanca l’impermeabile esibendo in una furia narcisistica l’unico argomento che pensa possa impressionare chi gli sta davanti. Il suo esibizionismo testosteronico ci ha fatto sorridere, fino a quando la situazione non è diventata tragica. Ora ci mostri le parti alte, che a farci ridere ci pensa Crozza, almeno lui è pagato per questo. 

 

 

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

Un pensiero riguardo “Sanità, i testosteroni di De Luca hanno stufato

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    27/04/2018 in 20:06
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    Dite bene: la sanità è una cosa seria. Peccato che di serio nella sanità della nostra provincia ci sia rimasta solo l’incacchiatura dei cittadini che “obtorto collo” devono rivolgersi ad essa e degli operatori che giorno dopo giorno vedono le condizioni di lavoro peggiorare a vista d’occhio. Al “Rummo” mancano personale, risorse e forniture, anche le più banali; non parlo dell’ultima tecnologia medicale (magari!) ma di garze, guanti monouso o banali reagenti laboratoristici. A poco serve l’abnegazione del personale in un pronto soccorso dove si è perso l’ultimo barlume di dignità umana per i pazienti e professionale per gli operatori, dove si vedono, ad esempio, posizionare cateteri vescicali “coram populo” in una baraonda di barellati cronici, parenti in visita ed infermieri e medici prostrati. Per De Luca e Mortaruolo (nome omen) e per qualche collega in vena di piaggeria carrieristica tutto bene! Speriamo che qualcuno riesca a disinnescarli perchè è già troppo tardi. Vi chiedo l’anonimato e mi spiace farlo ma devo poichè a coloro che vedono il disastro dall’interno non è concesso parlarne.

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