Sannio Music Fest, Solipano: “L’anno prossimo torneremo con nomi internazionali”

Michele Solipano è il patron del Sannio Music Fest, la rassegna approdata a Benevento nel mezzo di un’estate con ancora i postumi del Covid da smaltire e che ha letteralmente rapito il pubblico beneventano.

Solipano ha all’attivo rassegne musicale di prestigio, come le 14 edizioni di Sant’Elmo Estate nel piazzale di Castel Sant’ Elmo. Diciamo pure che l’uomo è una sorta di istituzione nel mondo jazzistico campano e non solo.

Questa prima edizione di Sannio Music Fest però le sta dando soddisfazioni. Il pubblico ha apprezzato ogni concerto da Cammariere al trio Danilo Rea, Massimo Moroni, Alfredo Golino passando per Tosca. 

“È stata una scommessa che, oggi, posso dire di aver vinto. Di questa avventura beneventana cominciai a parlare già tra marzo e aprile, il direttore Creta dovette prendermi per matto, perché eravamo in piena emergenza Covid. Ma nel nostro mestiere un minimo di programmazione va fatta. Quando però il direttore sentì i nomi degli artisti che avrei voluto ospitare nella magnifica cornice del Teatro Romano mi disse: procediamo. E con lui, per metterla in piedi, in un arco temporale comunque ristretto, abbiamo lavorato anche di notte”.

Domani si chiude con un artista eccezionale, Paolo Fresu. Ma ci interessa sapere se la rassegna tornerà a Benevento il prossimo anno. 

“Assolutamente sì, posso già anticiparle che ci sarà la seconda edizione di Sannio Music Fest. E speriamo  di poter utilizzare tutto il teatro non solo metà come è stato necessario fare quest’anno a causa del Covid. Così potremo abbassare anche i prezzi dei biglietti e rendere i concerti accessibili a tutti anche ai più giovani. In ogni caso, nelle nostre intenzioni c’è quella di farlo diventare un appuntamento fisso dell’estate beneventana ma anche del panorama jazzistico nazionale”.

Ci anticipa il nome di qualche artista?

“Punteremo sempre su una rassegna di grande qualità. Anzi l’anno prossimo porteremo grandi nomi non solo italiani come Concato ma anche internazionali come Toquinho”. 

Quindi possiamo dire che Benevento ha ‘stregato’ anche lei? 

“Non solo me, devo dire che il Teatro Romano è ammaliante, è una location di grande suggestione. I musicisti che sono stati qui sono rimasti tutti colpiti dal fascino potente e al contempo discreto del teatro”

E il pubblico beneventano?

“Ha risposto con entusiasmo, ci ha seguito con interesse. Sono molto soddisfatto. C’è solo un appunto che sento di fare, posso?”

Certo, dica.

“Ho notato che c’è un’abitudine radicata alla gratuità che, per carità, è riscontrabile anche altrove, solo che qui è più accentuata forse perché si conoscono tutti. E non parlo della politica perché non ho avuto alcuna richiesta al riguardo ed è bene sottolinearlo, ma di un sottobosco che non comprende che il nostro è un mestiere. La musica è un mestiere. E di cultura bisogna poter mangiare.

Quest’anno con il Covid abbiamo potuto riempire solo la metà dei teatri, ma dal prossimo anno, se le cose miglioreranno, potremo abbassare i prezzi dei biglietti anche per i grandi nomi. Ma Benevento ci ha dato un segnale positivo e torneremo continuando a proporre un prodotto di qualità a un costo accessibile”.

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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