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Sanniopage, un ritorno al futuro

di Teresa Ferragamo

logo SPQuando l’idea di Sanniopage ha cominciato a sgomitare tra le aree della parte esterna del mio cervello – per intenderci quelle che contano –  ho provato a tenerle testa.

Nel florilegio di testate on line, l’idea di un altro sito di informazione e di opinioni non mi sembrava buona.
Alla fine, ho scelto, però, la strada più tortuosa: assecondarla e seguirla.

Quale direzione prenderà non so ancora dirlo. Lo scopriremo insieme, attraversando i fiumi di inchiostro che verseremo. Quello che so fin da ora è che non saremo alla greppia di nessuno.

Sarà una sfida avvincente. Che dovrò anche conciliare con altri impegni professionali.  Purtroppo, qui più che altrove, fare il giornalista è divenuto, nostro malgrado, una specie di dopolavoro ferroviario. Circondati da soggetti – politici o presidenti di enti ed organizzazioni –  sempre più spesso senza visione né prospettiva, che non riescono ad andare oltre la gestione dell’ordinario, concentrati ad assicurarsi la sopravvivenza o a dilatare un sistema inutile ed autoreferenziale per i soliti 4 amici al bar, non c’è né rispetto, né considerazione per il ruolo che il giornalista  svolge nella società. Una stortura che fa un torto alle tante professionalità che operano con abnegazione e passione sul campo e che solo le parole dette possono arginare.

Ma tant’è, noi cercheremo dì guadagnarcelo il nostro spazio, manifestando le nostre opinioni, con rigore e serietà, senza alcuna frenesia di dissoluzione, ma mai stancandoci di mettere a nudo le piaghe del sistema, non per vederle sanguinare oltremodo, ma per contribuire a cicatrizzarle.

Sarà uno sforzo che compiremo al solo fine di far sì che questa provincia non si confermi un allevamento di polli, in cui ciascuno a turno rivendichi la supremazia del pollaio.

Saremo, a giorni alterni, amati e odiati. Quando ci apprezzeranno, faremo finta di non accorgercene per evitare di cadere nella trappola del narcisismo.

Quando ci disprezzeranno, potremo dispiacerci, ma non reagiremo disprezzando a nostra volta, ben sapendo che “il disprezzo va usato con parsimonia, in un mondo così pieno di bisognosi”.

Per me ogni giorno sarà un ritorno al futuro.

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