Sardine a Benevento, il grido di liberazione di tanti giovani: “Vogliamo far sentire la nostra voce”

E’ un grido di liberazione, il flashmob delle Sardine a Benevento.

Sono giovani, tanti, ventenni e anche giù di lì; i pochi con gli anta addosso sembrano un’eccezione, un neo prepotente in mezzo a un candore che abbaglia. Chi pensava di ritrovarsi davanti la ‘solita’ piazza , animata dalla nomenclatura decadente dei partiti di sinistra, ha dovuto e ha potuto ricredersi.

Alla manifestazione delle Sardine a Benevento, prendono posto gli ‘invisibili’, i ragazzi dell’Università, quelli con tutta la vita davanti, ma con la paura che il futuro sia già alle loro spalle.

Non c’è palco, solo uno spazio ricavato tra la folla, dove ci sono una cassa e un microfono.

Non ci sono iscritti a parlare, non c’è una scaletta. Si improvvisa, come si improvvisa la vita, in fondo.

Chi vuol parlare si avvicina al microfono e lo fa. Come il ragazzo, quasi nascosto dentro un cappotto blu scuro, che va a urlare, tremante, che:  “L’Italia è vecchia, non va avanti. Mi sento preso in giro perché non ho voce per dire la mia, mi dicono che sono troppo giovane“. Quando la voce fa cilecca per l’emozione, sono gli applausi a dargli forza: “Si preferisce un popolo che odia, a un popolo che dà valore alla cultura e all’unità“. E’ un’ovazione. Ma lui sguscia via, prima che qualcuno possa fermarlo.

Non c’è voglia di interviste, di telecamere, di intermediazione. Forse perché qui c’è la generazione che la ‘televisione’ se la fa da sé. E infatti la piazza è illuminata dagli smartphone.

 

Gaia ha 20 anni e studia all’Università, è tra i promotori della manifestazione: “Abbiamo aperto una pagina Facebook  e dopo pochi giorni abbiamo avuto tante adesioni. Abbiamo solo voglia di far sentire la nostra voce“.

Le Sardine sono l’occasione per questa massa di ‘invisibili’ che si sta rovesciando nelle piazze d’Italia per gridare: ‘Ci siamo anche noi’.

E’ una piazza compita, disciplinata, quasi dal tono sommesso, interrotto solo dai cori.

L’immagine della Sardina è ovunque, una signora l’ha messa tra i capelli, un’altra al collo.

Gli adulti stanno un passo indietro, ed è forse questa la novità di questa piazza rinnovata, al di là dei numeri.

I politici non si fanno vedere, chi c’è, come il consigliere regionale Mino Mortaruolo, in fondo giovane anche lui, se ne sta sulle sue, senza avanzare.

Giulia, invece, ha superato i 50 anni, non ricorda più  quando era scesa in piazza l’ultima volta, dice di essere lì “perché c’è un clima che non mi piace“.

Sulle scale della chiesa, il signor Limata, 90 anni, è venuto da Torrecuso per vedere che faccia ha il futuro. Ma la piazza, stasera, è di questi ragazzi che rendono omaggio a Bologna, dove, lo scorso novembre, il tappo è saltato, cantando a squarciagola Piazza Grande.

La manifestazione finisce, presto, senza clamore, così come è emersa, con una Bella Ciao intonata sulle note di una Tammurriata. 

 

LE IMMAGINI DELLA SERATA

 

 

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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