Scarinzi: “Ho quasi sospeso la mia vita per 7 anni. Oggi sono qui a testa alta”

E’ lo Scarinzi’s day, ma sembra una giornata triste come il cielo grigio sopra Benevento perché dopo 7 anni 7 una sentenza giudiziaria ha riscritto la storia di un uomo.

Si commuove, Luigi Scarinzi. La voce si incrina, mentre gli occhi si annacquano. Ieri, la sentenza nel processo che lo ha visto imputato per lunghi sette anni ha fatto luce sul suo operato (e su quello di altre quattro persone) da assessore alle Politiche sociali del Comune di Benevento.

Sono stati 7 lunghi anni di sofferenza – racconta durante la conferenza stampa -. Devo ringraziare la mia famiglia, mia moglie, gli amici che non mi hanno abbandonato, quelli che hanno continuato ad avere fiducia in me”.

Si emoziona quando parla del padre:Mi dispiace che non possa essere qui ora, ci ha lasciati prima che la verità venisse a galla. E’ un grande rammarico per me”.

La voce si strozza in gola quando ricorda l’unico dei 4 dipendenti del settore Politiche sociali, coinvolti nel processo, deceduto prima della sentenza:  “A suo figlio che ho voluto partecipasse alla conferenza stampa dico: tuo padre era una persona perbene, devi esserne fiero“.

E’ un ragazzo, il figlio di Giuseppe, dipendente comunale in servizio al fianco di Scarinzi assessore; sta in piedi come la sua dignità, in religioso silenzio, lontano dalle telecamere, senza far rumore proprio come non ha fatto rumore la morte di un uomo prima che la giustizia terrena facesse il suo dovere.

Sette anni, tanto è durato un processo che portava in seno accuse pesantissime e terribili: corruzione per fatti che vanno dal 2010 al 2012 , quelle di abuso d’ufficio e falso relative all’erogazione di contributi, previsti per chi è in in difficili condizioni economiche, in favore di 14 persone, alcune delle quali legati da rapporti familiari o di vicinanza al clan Sparandeo.

A tutto questo Luigi Scarinzi è sopravvissuto, in un microcosmo come Benevento, dove la vita, se hai visibilità, potere o successo, è, più che altrove, un agguato.

Ai miei detrattori dico una cosa sola: avevate torto“, si concede nello Scarinzi’s day.

Non una volta Scarinzi cede alla tentazione di parole armate, neppure quando accenna alla mannaia giudiziaria che si abbatté, a un certo punto, su un’intera classe dirigente: “Continuo a nutrire fiducia nella magistratura, ma va detto che il teorema che faceva dell’amministrazione Pepe un’organizzazione criminale è caduto definitivamente“, si limita a sottolineare.

Da ieri, ha ricevuto messaggi, telefonate, attestati di stima: da Mastella, per esempio, ma anche da  ex colleghi di giunta, da Fulvio Martusciello, il coordinatore regionale di Forza Italia, il partito in cui ora milita.

Lo ha chiamato anche l’ex sindaco Fausto Pepe, che per due volte lo nominò assessore. L’amministrazione Pepe è stata toccata da molte inchieste giudiziarie sfociate in processi che hanno prodotto assoluzioni. L’assoluzione di Scarinzi è l’ultima in ordine di arrivo ed è quella che lascia più amaro in bocca, perchè l’ex assessore, accusato perfino di vicinanza ad ambienti camorristici, è stato sollevato da ogni accusa perchè il fatto non sussiste.

Ci sono voluti 7 anni, però, per dire che quei fatti contestati, raccontati sui giornali, non sono mai esistiti. Per Scarinzi non è intervenuta per un soffio la prescrizione, e oggi può gridare al mondo di essere una persona ‘perbene’.

Abbiamo sofferto, io e la mia famiglia – dice -. Ho rinunciato a candidarmi alle elezioni Regionali nel 2015 perchè avevo un procedimento giudiziario in corso. Ho quasi sospeso la mia vita per sette anni, ora voglio ricominciare da dove avevo lasciato e a testa alta“.

Per lui, adesso, potrebbe scattare una candidatura alle Regionali del 2020. 

 

CHI C’ERA

Accanto a Luigi Scarinzi, stamattina, in conferenza stampa, c’era anzitutto la moglie Simona Stefanizzi, che ha lottato con lui in questi lunghi sette anni, ma anche alcuni consiglieri comunali che militano nel suo Gruppo consiliare, Vincenzo Sguera, Luca Paglia, Marcellino Aversano. Si sono visti anche Italo Di Dio e Eugenio Feleppa.

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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