Scontro Pepe-Abbate. L’ex Presidente Gesesa: “La sua è una pantomima elettorale. Continui a bere vino”. Pepe: “Sei tu ad alzare il gomito”

E’ un botta e risposta serrato, quello tra Antonella Pepe, candidata Pd  alle Regionali, e Gino Abbate, ex Presidente Gesesa e ora in  campo con Noi Campani, il movimento guidato da Clemente Mastella.

Pomo della discordia è la controversia che ormai da mesi tiene banco nel dibattito pubblico beneventano sulla contaminazione oppure no dell’acqua.

Pepe aveva stamattina invitato il Comune a chiudere i pozzi di Campo Mazzoni in attesa di ulteriori certezze sulla salubrità dell’acqua. Nel pomeriggio, la nota piccata di Gino Abbate. 

Che va subito all’attaco:Antonella Pepe, figlia del sindaco di Apice e oggi candidata dai vertici Pd alle Regionali – scrive dovrebbe preoccuparsi innanzitutto dei suoi concittadini che da anni sono martoriati dai disservizi idrici che investono il suo e tanti comuni del Sannio non serviti da Gesesa. Invece, la giovane candidata illustra i suoi buoni propositi, se mai eletta, senza mostrare alcun riguardo per i danni arrecati alla serenità della cittadinanza dalla campagna diffamatoria sull’acqua, da tempo portata avanti proprio da alcuni dei suoi ispiratori.

Un disastro politico che descrive in maniera esemplare lo stato di profonda crisi del Pd locale, schiacciato da un gruppetto dirigente, un tempo avversato anche da Pepe poi folgorata sulla via della candidatura, e che oggi offre visibilità a prescindere dalle competenze purché sia garantita l’obbedienza.

Ma su questo punto si esprimeranno tra poche ore gli elettori, io sono molto fiducioso! Capiremo così se le brillanti tesi della Pepe potranno soppiantare la mancanza di acqua che affligge gli sfortunati comuni serviti da Alto Calore: io resto estremamente scettico!

La candidata che si era già espressa pochi giorni fa in aperta ostilità con l’amministrazione comunale di Benevento, si allinea ancora una volta alle posizioni dei suoi sponsor senza comprendere gli effetti che questo tipo di interlocuzione genera sulle persone, giustamente preoccupate dagli allarmi diffusi.

Speriamo che la politica e i suoi interpreti recuperino presto la serietà smarrita: la campagna elettorale finirà e sono sicuro che la Pepe tornerà presto ad occuparsi di altro. A me invece non importa nulla degli equilibri e delle tattiche elettorali, io ho una faccia e a me nessuno suggerisce sciocchezze da divulgare.

Anzi, anche se non più presidente della Gesesa, sento l’obbligo morale di ribadire ai beneventani che l’acqua servita in città è perfettamente in linea con tutti i parametri di legge: le verifiche realizzate da tutte le autorità di controllo, anche quelle di diretta emanazione della Regione per la quale si candida la Pepe, certificano la qualità della risorsa che sgorga dai rubinetti di Benevento.

Appena tre giorni fa il direttore tecnico dell’azienda incaricata di controllare i pozzi di Benevento, quindi persona con un grado di conoscenza decisamente superiore a quello della candidata, scriveva: “…abbiamo anche fatto delle analisi da alcuni rubinetti dei rioni interessati per conto di privati ed abbiamo evidenziato una buona qualità delle acque fornite”.

Se la Pepe considera non sufficienti i controlli effettuati da Asl e Arpac, quelli che impone la legge e che hanno sempre certificato i valori dell’acqua di Benevento, avrebbe potuto leggere un giornale ed evitare questa uscita infelice, bassamente ideata solo per diffondere timori e continuare ad alimentare sospetti. E’ deprimente che nonostante la giovane età si sia voluta affidare a vecchi arnesi in disuso che, per proprio tornaconto, calpestano gli interessi dei beneventani …e anche della loro stessa candidata.

Tra gli elementi di colore della nota, la Pepe (o chi per lei) annuncia di voler chiedere al presidente De Luca un aumento della portata del Biferno in sostituzione dei pozzi beneventani: questo il suo primo intendimento una volta eletta. La tranquillizzo, dunque, anche in caso di mancata elezione, questa stessa richiesta è stata avanzata due anni fa da Gesesa, impegnata nel reperire diverse fonti capaci di soddisfare il fabbisogno dei beneventani e scongiurare crisi idriche come quella vissuta dal Capoluogo nel 2007, quando proprio l’acqua del Biferno non vene più erogata.

Antonella Pepe, negli ultimi 5 anni almeno, non ha mai chiesto un dato a Gesesa, non ha mai realizzato un approfondimento sul tema, si è disinteressata della politica idrica del territorio sannita e finanche di quella del Comune guidato del suo papà, ed oggi a 5 giorni dal voto improvvisa una pantomima sulla pelle dei cittadini: non consentirò che questo inquinamento della campagna elettorale resti senza conseguenze, non sarà la mia prima preoccupazione, ma al presidente De Luca sarà evidenziata questa vergogna.

Il mio consiglio alla Pepe – conclude Abbate – è ritornare ai temi che fino ad oggi aveva preferito postare sui social, dove sono numerose le sue foto alle prese con calici pieni sì, ma non di acqua”.
 

A breve giro di posta la replica di Antonella Pepe:Capisco il nervosismo del candidato mastelliano Gino Abbate e apprezzo che abbia riconosciuto la validità della mia proposta in merito all’aumento della portata dell’acqua del Biferno a tal punto da rivendicarla come richiesta prodotta già anni fa dalla Gesesa senza
esito. Forse pensa che come consigliere regionale potrebbe avere più successo che da Presidente della Gesesa.
Faccio notare all’Abbate, probabilmente consigliato male dai suoi sponsor che hanno governato Apice nei passati dieci anni, l’impegno che la sottoscritta ha sempre riservato al tema in questione e sottolineerei che non è l’intestazione della bolletta dell’acqua a garantire l’approvvigionamento idrico.
Mi pare chiaro che ad alzare il gomito sia proprio Abbate, molto probabilmente per esorcizzare la sconfitta di domenica e lunedì e anche quella al comune di Benevento nella prossima primavera.”
 
 
 

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