Scuole, la solitudine dei sindaci. Ad Airola Napoletano si autotassa per le verifiche sismiche

A pochi  giorni  dall’apertura delle scuole Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti  annunciava l’avvio di una collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana e il Cnr per realizzare una mappatura satellitare delle scuole italiane. E cosi quarantamila strutture saranno “fotografate” dai satelliti dell’Asi e rielaborate dall’ente di ricerca per verificarne agibilità e sicurezza.“Per avere un quadro completo della situazione degli edifici scolastici -spiegava – occorre uno sguardo d’insieme. Meglio se dall’alto”.  

Nello stesso tempo, avvertiva i sindaci di non creare allarmismi e di aprire le scuole. Certo è che le scuole italiane non godono di ottima salute.

Gli stessi dati del MIUR, aggiornati all’anno scolastico 2015/2016, mostrano che poco meno di nove scuole su dieci non garantiscono i migliori standard di sicurezza a studenti e docenti. A trovarsi in questa condizione sono 44.486 scuole pubbliche, su un totale di 50.804 censite. 

Le norme antisismiche cui fanno riferimento i dati sono peraltro  tutt’altro che recenti: difficile pensare che non ci sia stato il tempo di adeguarsi visto il decreto che risale ormai a quasi dieci anni fa, approvato nel gennaio 2008. 

Ma il problema restano le risorse stanziate (mai abbastanza) e le procedure farraginose. Così i sindaci sono costretti ad assumersi la responsabilità di aprire scuole sulla cui tenuta in casi di eventi sismici non farebbero come Muzio Scevola. 

È la prova (l’ennesima) di come le fasce tricolori siano lasciate sole con enormi macigni sulle spalle. 

Quello di Airola, ad esempio,  potrebbe essere un caso-scuola. 

Il sindaco Michele Napoletano ha perfino deciso di autotassarsi, rinunciando alla sua indennità per  finanziare le verifiche sismiche degli edifici scolastici. Lo stesso hanno fatto i suoi assessori e i consiglieri di maggioranza. Eppure la minoranza lo ha trascinato in un consiglio comunale aperto, che si trasformava in un processo in cui Napoletano veniva trattato  da carnefice, come una sorta di spietato Re Erode pronto a sacrificare gli oltre mille bambini della sua comunità.

Lui si difendeva come poteva, pensando forse che dove non arriva la retorica, arriva il buon senso. Ma evidentemente non è sempre così: “Io ci metto la faccia  in quello che faccio  – tuonava – e anche  in questa situazione sono pronto al confronto con tutti. Credo di essere l’unico sindaco in Italia ad aver voluto  un consiglio comunale aperto sulla sicurezza delle scuole  Gli edifici non presentano criticità strutturali, igieniche o di staticità, sono, dunque, sicuri”.

Napoletano ha chiarito che  “manca la certificazione antismica perchè tutti gli edifici costruiti prima del 2008, sia civili sia pubblici, ne sono sprovvisti al pari dell’88% delle scuole presenti sul territorio nazionale. Ciò non significa  che sussista pericolo per gli studenti, per gli insegnanti e per tutti quanti hanno un ruolo nel mondo scolastico”.

Nonostante le parole aperturiste del sindaco,  nonostante gli oltre 600 mila euro investiti in 6 anni su una sola a scuola ( la Vanvitelli), nonostante tutte le scuole di Airola abbiano superato a pieni voti il test della staticità, nonostante i progetti da oltre 4 milioni di euro su tutti gli edifici, nonostante l’autofinanziamento che ha portato via tre mesi di indennità a sindaco, giunta e consiglieri di maggioranza,  Napoletano in consiglio comunale è stato crocifisso.

L’opposizione e un gruppo sparuto di genitori hanno contestato i dati sulla sismicità degli edifici. L’ultimo sisma ad Airola risale al 1400, quello del 1980 ha sfiorato la cittadina Caudina,  certo tutto il Sannio è un’area geografica ad elevato rischio sismico e quello delle sicurezza delle scuole è un problema mai affrontato in modo definitivo per la penuria di risorse e la lungaggine burocratica. La Regione Campania nei prossimi mesi dirà quali progetti di adeguamento o di ricostruzione delle strutture scolastiche saranno finanziati, fatto sta che il sindaco di Airola è stato tra i primi a presentare i progetti facendosi trovare pronto quando il bando è stato emanato.

In un consiglio comunale che esce dal Palazzo per spostarsi nel teatro del liceo classico, Napoletano è stato attaccato e perfino vilipeso, gli è stato dato dell’ autoritario e del bugiardo,  eppure non si è lasciato scalfire dai toni aspri  ed è andato spedito per la sua strada, come un caterpillar.

Resta il fatto che non è un bello spettacolo la politica che si divide sui bambini. 

Domani, anche ad Airola le scuole saranno aperte, come del resto in tutti gli altri comuni della provincia di Benevento.

Ma intanto Napoletano da domani sarà più solo con il suo coraggio. Come quasi tutti i sindaci di un’Italia che si sfarina senza soluzioni. 

 

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