Semi, volti e parole per ricordare Umberto EcoIl direttore Creta: “Facciamo cose belle, anche senza soldi”

Una mostra itinerante per ricordare un grande scrittore, lo studioso, il filosofo, il semiologo. Per avvicinarlo ai giovani attraverso l’arte, i colori, i segni, cercando di cogliere i significati più intimi e profondi delle sue opere, perché nasca la voglia di conoscere il suo pensiero e di leggere i suoi romanzi più noti, a partire da “Il nome della rosa” e “Il pendolo di Foucault”. Per Umberto Eco, scomparso il 16 febbraio del 2016,un gruppo di artisti, in gran parte campani, ha realizzato segnalibri, disegni, sculture.

La collettiva, approdata a Benevento, è stata allestita presso la Rocca dei Rettori, dall’Associazione Tempo Libero di Napoli e da “Arte Studio Gallery” di Mario Lanzione, col patrocino della provincia e con la regia di Ferdinando Creta. “La prima esposizione fu fatta nel giugno 2016 al Museo Archeologico di Napoli – ha spiegato Clorinda Irace, ideatrice del progetto insieme a Tony Stefanucci- aderirono 43 artisti. Oggi siamo arrivati a 97.Siamo stati a Roma, Pescara, Agropoli, Miami Beach. La prossima tappa sarà Ferrara”.
Nelle austere stanze dello storico palazzo provinciale arriva una ventata di sogni, volti, parole, semi pronti a germogliare, orme di uccelli, tracce umane, affascinanti sagome di donne, fiumi vorticosi e mari tranquilli. Gli artisti hanno interpretato con tocco raffinato e suggestivo il vasto mondo poetico e letterario di Umberto Eco, i segreti nascosti dei suoi personaggi, il suo messaggio di aprirsi alle culture del mondo, la sua ansia di ricerca, l’amore per la conoscenza, per la storia, per l’arte.
L’esposizione, intitolata “Un Eco per tutti”, rappresenta un altro importante tassello della politica culturale inaugurata negli anni passati nel Museo Arcos, dove attualmente è in corso la mostra “Venire per avere-Come to Have”, curata da Bustos Domenech, visitabile fino al 15 aprile. “Dai tempi delle vacche grasse siamo passati a quelli delle vacche magre -ha affermato il direttore Creta- ma stiamo dimostrando che senza risorse si può fare lo stesso bene. Quello che conta è l’approccio. Il panorama artistico è ricco di possibilità. Questa collettiva è in progress. Regala grandi emozioni perché tutti diventiamo partecipi della creatività e ci avviciniamo al bello. E’ come un’unica opera d’arte dove gli autori siamo tutti noi”.
Con l’arte è stato celebrato anche il vino. L’inaugurazione, infatti, è stata suggellata da un brindisi offerto da “La Casa di Bacco” di Guardia Sanframondi, non nuova ad iniziative culturali e di valorizzazione del territorio. “Stiamo vivendo un momento magico -ha detto il responsabile Amedeo Ceniccola- grazie ai nostri zappatori vignaioli, con “Sannio Falanghina Capitale Europea del Vino 2019.Per l’occasione pensiamo di realizzare una bottiglia celebrativa con l’etichetta d’artista. Primo premio 500 euro”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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