Sinistra Italiana elegge segretario De Nigris. Intervista a Gianluca Serafini: “Sì al dialogo con Mdp ma su valori condivisi”

Gianluca Serafini è l’ultimo segretario di Sel. A lui è, dunque, toccato dare il via al nuovo corso evolutivo della sinistra ‘alternativa’.

Sinistra italiana è il soggetto politico degli ex vendoliani, nata scissa, se si considera l’abbandono del progetto da parte di numerosi compagni di partito, a cominciare dall’ex capogruppo alla Camera Arturo Scotto, che a Si ha preferito l’Articolo 1 di D’Alema-Bersani-Speranza.

 

 

Ieri, Sinistra Italiana ha eletto il suo primo segretario provinciale, Federica De Nigris, già candidata sindaco alle Comunali di Benevento dello scorso anno.

 

Serafini, per la ‘sua’ sinistra, si è aperta una nuova fase, con Federica De Nigris a guidarne i primi passi. A livello nazionale, il vostro segretario Fratoianni non fa che rimarcare le distanze dal Pd e dalle altre sinistre in parlamento. E’ una linea che vale sempre ed ovunque, o le scelte territoriali possono deviare da questo percorso?

“Non ci sono dogmi da osservare e, probabilmente, il primo dogma da cui liberarci è quello del “centrosinistra a tutti i costi”. Del resto, la distanza dal PD non sta nelle parole di Fratoianni ma dalle politiche messe in campo da Renzi prima e da Gentiloni oggi. Credo che il Partito Democratico stia perseguendo scientificamente una cesura con il mondo che per anni la sinistra ha tentato, con alterne fortune, di rappresentare. Il compito di una forza di sinistra è riparametrare se stessa a partire dai bisogni di chi fatica a farcela. A partire dalla sintonia su questi temi si ragiona di alleanze che sul terreno locale sono più facili da raggiungere”.

Comunque, a sinistra c’è un gran fermento. Pisapia, per esempio,  chiede al Pd di sapere se vuole rifare il centrosinistra o no. A voi interessa questa risposta?

“Se il centrosinistra è la riedizione di stagioni fallimentari che abbiamo già vissuto, francamente, non ci interessa. Bisogna smettere di partire dalle formule e interrogarsi seriamente sul “che fare”. Oggi c’è uno scollamento tra politica e società che è impensabile risolvere con “tavoli” e “tavolini”. Tra l’altro, il PD è sempre più proiettato sul fronte dell’autosufficienza. Ho l’impressione che Pisapia stia tentando di trovare un accordo “a prescindere”.

Insomma, il ’nuovo centrosinistra’ di cui parla anche Orlando non vi interessa?

“Ma Orlando dovrebbe dire cosa intende per centrosinistra e, soprattutto, cosa intenderebbe fare questo centrosinistra su questioni esiziali come lavoro, precarietà, povertà, assetti istituzionali. Non so quali elementi di novità possa avere in mente un ministro prima di Renzi e poi di Gentiloni”.

Pensate che sia possibile un dialogo con Articolo1-Mdp, a livello nazionale ed anche locale?

“Per noi è importante il tema dell’unità della sinistra, a patto che i temi fondanti non siano sacrificati sull’altare di emergenze e di alleanze elettorali dell’ultimo minuto. La sinistra va costruita, l’ineluttabilità della sua esistenza è follia politica e costruire è faticoso. La disaffezione verso la sinistra da parte del suo elettorato storico dovrebbe insegnare qualcosa”.

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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