Solano lascia la Samte e attacca i sindaci morosi: “Giochiamo a carte scoperte. Qualcuno voleva sabotarci”

“Dopo l’incendio del 23 agosto allo Stir di Casalduni si è scatenata una corsa, anche da parte di autorevoli amministratori, a sparare contro la provincia di Benevento e la Samte. Sono stanco di questi attacchi frontali. Per questo mi dimetto da presidente. Mettiamo le carte sul tavolo e finiamola col gioco della spazzola”. Con queste stilettate acuminate, Fabio Solano, ha lasciato la poltrona di amministratore unico della Società Ambiente e Territorio, che gestisce sul piano provinciale la questione rifiuti.

La sua rabbia viene da lontano. Le difficoltà dell’agenzia scaturiscono soprattutto dal mancato pagamento delle quote spettanti ai comuni. “Dobbiamo ancora incassare 6 milioni e mezzo -ha puntualizzato- abbiamo garantito un servizio senza criticità fino al giorno dell’incendio. Mentre alcuni sindaci morosi continuavano a dire che la Samte era morta e che non ha fatto nulla. L’omesso versamento dei tributi dovuti configura l’ipotesi di sabotaggio di una funzione pubblica. Anche l’Ato è rimasto a guardare, senza muovere un dito”.
Le dimissioni irrevocabili di Solano scuotono sicuramente il mondo politico sannita ed in particolare il Partito Democratico. Basti pensare che tra i sindaci con maggiore morosità ci sono Carmine Valentino di Sant’Agata dei Goti e Franco Damiano di Montesarchio. “La mia decisione è una provocazione forte – sostiene – perché voglio fare chiarezza totale. Io sono stato nominato alla Samte non per fare gli interessi del Pd. Io sono un professionista. Svolgo l’attività di commercialista da 20 anni, prima di essere stato chiamato a fare il tesoriere dei democratici. Nessuno può pensare che io possa essere manipolato”.
Il drammatico evento d’agosto ha portato alla luce la fragilità del sistema di gestione dei rifiuti in Campania. Basta che si spezza un anello della catena e tutto vacilla. I segni dell’incendio ancora non sono stati del tutto cancellati. I rifiuti bruciati sono stati sequestrati dalla magistratura. “Abbiamo chiesto di poter mettere teli di copertura – afferma Solano – e proprio ieri siamo stati autorizzati per l’impianto di video sorveglianza. Tra qualche mese l’area dovrebbe essere liberata. La relazione dell’Arpac comunque ci rincuora perché in nessun caso sono stati superati gli indici di inquinamento, anche se qualche signora variopinta continua a mettere in dubbio i risultati delle analisi. Siamo al delirio”.
Qualcuno, come il sindaco di Fragneto Monforte, Raffaele Caputo, aveva paventato il rischio di infiltrazione camorristica. Altri avevano invocato lo stato di emergenza ambientale. “Consegnerò tutta la documentazione alla magistratura – conclude Solano – chi sa qualcosa sulla criminalità vada a denunciarlo. I cittadini devono chiedere ai loro amministratori dove sono finiti i soldi della tassa sui rifiuti. Con quelle entrate qualcuno ha pagato la festa del paese. Dal 23 agosto deve cominciare una nuova storia”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.