Soreca (Radici): “Al Comune la politica è ridotta a teatrino delle marionette”

“La situazione di scontro politico (per altro neppure di spessore) ci disturba ed oltre ad annoiarci ci lascia perplessi per come possa essere ben recitata la parte degli asini interpreti del vecchio e saggio detto che (in lingua sannita antica) recita: i ciucci se vattono e li varrili ce vanno pe’ sotta(!)”, così Valentino Soreca, del movimento Radici.
” Se è vero come è vero che la città, nelle espressioni di evasione fiscale ed inciviltà sociale, sembra essere caduta in una anarchia non più latente è ancor più vero che la politica locale sembra essere dettata da uno stato di menefreghismo assoluto verso tutti i problemi che attanagliano la vita quotidiana dei cittadini relegata al battibecco tra vecchie comari
Le pur poche buone cose che alcuni Consiglieri ed Assessori riescono a mettere in campo vengono oscurate dagli scontri all’interno della maggioranza e fuori dalla maggioranza dando una immagine all’esterno (come una vignetta di Forattini) di una città perduta, come la donna perduta di Domenico Maria Gambino (forse ancora più attinente l’operetta in tre atti di Pietri Giuseppe con tanto di canzoncine su campane e campanili).
Minacce di dimissioni di “consiglieri delegati” o “Presidenti di Commissione” che sembrano non comprendere che non ad un Sindaco devono dare conto ma alla città tutta.
Qualcuno sottovaluta persino (lo tenga di buon conto anche il Sindaco) che probabilmente gran parte della popolazione si potrebbe vergognare di essere rappresentata da chi è sottoposto a Daspo e ad altri “provvedimenti” (forse “dignitosa saggezza” detterebbe dimissioni da Consigliere ma quelle vere non solo, ciclicamente, “minacciate”)
Se tanto ancora ci da tanto, la “ragazzata” delle finte multe in campagna elettorale avrebbe dovuto già (da allora) dirla lunga
Inviti alle dimissioni ed auguri di scioglimento del Consiglio Comunale da parte di ex amministratori che fingono di non sapere che un anno di Commissariamento Prefettizio ucciderebbe del tutto questa comunità già debilitata (che se ne importano se stanno bene loro?)
Si tace su problematiche più serie, più vere per scontrarsi sui luoghi scelti per manifestazioni a numero chiuso (per giorni non si parla d’altro)
Un ex Sindaco che sui social critica l’operato della amministrazione (forse sperando in cuor suo una riabilitazione elettorale) che non ci parla (però) dei milioni destinati ai terremotati ed utilizzati per altri scopi e che adesso devono essere “ricomposti” a spese (anche) degli stessi cittadini che non ne hanno potuto beneficiare
Sempre sui social un ex Amministratore di municipalizzata (che si diletta a criticare la nuova dirigenza municipalizzata) oggi scrive che (per risolvere la grave crisi in cui si rischia di cadere) avrebbe due soluzioni, ma non le dice, come a voler prima attendere con gaudio che il malato muoia e poi indicare la cura che avrebbe dovuto seguire (che cattiveria)
Siamo al grottesco e tutto sottovalutando la pazienza di questa città e dei suoi cittadini che non sono mai stati rinomati come campioni di tiro alla fune e questo consiglierebbe di non tirare troppo la corda
Questa breve amara descrizione dei fatti (neppure tutti) desidera essere da incitamento (da consiglio) a ritornare a fare politica ponendosi al servizio del cittadino e non proseguire ponendolo “a quel servizio ai cittadini”.
Il Popolo beneventano è un popolo che sa comprendere ed anche perdonare se il ravvedimento è sincero ma è anche un Popolo che sa avere buona memoria nell’intimità dell’urna elettorale (come a già dimostrato ampiamente)
Chiudete i battenti di questo tragico teatrino delle “marionette” ed aprite il Teatro delle “opere di eccellenza” che pur ci sarebbe la capacità di mettere in scena”.

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