Spigolando sul Festival Bct. Il tocco magico di Piovani. Il sindaco Mastella: “Scusateci per le streghe”

Ricordando Fabrizio Frizzi e Carlo Vanzina, celebrando la televisione e il cinema, la cavalcata del BCT di Benevento si è chiusa col tocco magico di Nicola Piovani al Teatro Romano. Nel clima di grande esaltazione sono stati i comici a riportarci coi piedi per terra. Da Alessandro Siani a Biagi Izzo, mentre il sindaco Clemente Mastella si è messo a fare lo storico arrivando perfino a chiedere scusa per le povere streghe vittime della chiesa e scherzando con un falso telegramma degli imperatori Adriano e Caracalla.
Il merito più grande del Festival Nazionale del Cinema e della Televisione, ideato dal giornalista Antonio Frascadore e dall’Associazione Culturale “Visimente”, è forse quello di aver rinverdito la passione per il cinema, ridando ai beneventani la possibilità di godersi una rassegna all’aperto nel suggestivo scenario dell’Hortus Conclusus , nel centro della città, grazie alla decisiva collaborazione del Multisala “Gaveli” di Piano Cappelle. Il programma cinematografico continuerà dall’11 luglio all’8 agosto prossimo.
La “Serata di Gala”, condotta con freschezza da Serena Rossi, ha assegnato una pioggia di riconoscimenti a personaggi noti ed emergenti. Tra questi ci piace ricordare Andrea Delogu, incoronata come miglior conduttrice televisiva nel nome di Frizzi, e l’inviato delle Iene, il giornalista Antonino Monteleone, le cui inchieste portano la firma video del sannita Dario Parlapiano. Tra i premiati una parte preponderante sembra averla occupata il gruppo che lavora con Frascadore all’Istituto “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, nel Master di Cinema e Televisione, da Nicola Giuliano a Luciano Stella.
Ma le battute più esilaranti sono venute da Alessandro Siani, che con la sua solita flemma irriverente ha preso di mira anche Mastella, definendolo Highlander, l’immortale. “ Eccolo qua -ha esclamato rivolgendosi al sindaco- è rimasto solo lui. Ci sarà una strage, ma lui è sempre a galla. Tanto che il due novembre sono i morti che vanno a salutarlo”. Il comico napoletano non è stato meno sferzante col direttore Frascadore, che nella classifica dei grandi attori napoletani lo aveva collocato dopo Totò e Troisi. “Antò -ha ribattuto con prontezza- tu na’ cosa ha’ ritt’, ma ha’ ritt’ pure na’ stronzata”.
Per Mastella sono tutti straordinari. Ha cominciato con l’osannare Siani, ricordandogli quando alle prime armi stette anche a Ceppaloni a gustare i prodotti tipici del posto a casa sua, lo ha chiamato più volte “straordinario personaggio” e nella stessa occasione, indicando il giornalista intervistatore Alessio Viola, lo ha etichettato con “straordinario conduttore di Sky”.Nella sua euforia encomiastica, preso dal lancio di “Benevento Città d’Arte”, parlando col produttore Fulvio Lucisano, ha citato “commosso” la leggenda delle streghe. “Qualcuno ci ha lasciato le penne -ha detto- ci spiace molto per quello che è avvenuto. Tutta colpa dell’atteggiamento un po’ irrazionale della chiesa”.
L’ironia tagliente e casereccia di Biagio Izzo ha giocato col nome del premio. “Perché lo chiamate il Noce d’oro se questa scultura rappresenta una noce? –si è chiesto il comico- Jamm, guagliu’, avit’ sbagliato tutt’ cose. In quarant’anni di attività è la prima volta che ricevo un premio. Ho fatto più fotografie qua che al mio matrimonio. Il presidente Vigorito è mio cugino. Vi auguro di ritornare presto in seria A. Dopo “Il Divo” su Andreotti, Loro 1 e Loro 2,dedicati a Berlusconi, stanno preparando “Mastella e le sue mastelline”.
Tra gli appuntamenti del festival, giunto alla seconda edizione, una spazio di spicco l’ha avuto senza dubbio il trittico ideato da Massimo Cinque e Anna Aquilone, che ha passato in rassegna la vita artistica ed umana di tre grandi attori del cinema neorealista, interpretati con garbo ed incisività da Maurizio Casagrande, Serena Autieri e Marco D’Amore: Peppino De Filippo, Sophia Loren e Vittorio De Sica. L’itinerario dei tre è stato accompagnato brillantemente dall’Orchestra della tradizione napoletana del Conservatorio.

La musica ha giocato un ruolo importante. Come ha dimostrato anche l’evento finale. Dall’andamento epico de “La notte di San Lorenzo” e di “Good Morning Babilonia” dei Fratelli Taviani, dalla marcia allegra e leggera de “La vita è bella” e di “Pinocchio” di Roberto Benigni, ai motivi gioiosi e malinconici, tipici delle bande di paese, che hanno accompagnato spesso i film di Federico Fellini, da “La voce della luna” a “Ginger e Fred”, il concerto di Nicola Piovani ha fatto rivivere le emozioni di memorabili scene cinematografiche.
Al Teatro Romano di Benevento sono andate in scena l’eleganza e la forza della musica. Il maestro ha diretto un’orchestra composta da sessanta giovani musicisti sanniti, conquistando il foltissimo pubblico, che più volte ha richiesto il bis tra ovazioni ed applausi interminabili. L’abilità e la naturalezza di Piovani si sono sposate felicemente con l’Orchestra Filarmonica di Benevento, una delle compagini emergenti del panorama musicale, fondata da Francesco Ivan Ciampa, e che vanta come direttore onorario l’illustre maestro Antonio Pappano, figlio di emigranti sanniti di Castelfranco in Miscano. I musicisti sono stati veramente il cuore pulsante delle tre suite sinfoniche (Taviani-Benigni-Fellini) costruite da Piovani.
L’atmosfera festosa è stata suggellata dall’illuminazione del Teatro Romano, realizzata col contributo della Gesesa, la società pubblico-privata delle acque, guidata dalla romana Acea. L’apporto di imprenditori privati, di enti economici e culturali, del resto, è stato importante per il decollo del festival, il cui costo complessivo si aggira intorno ai 300 mila euro. Il direttore Frascadore ha ringraziato pubblicamente in primis il Ministero dei Beni Culturali, la Regione Campania, l’Istituto Luce, la Siae, la Camera di Commercio e l’Università del Sannio. Tra le luci Mastella ha fatto balenare la presenza di Adriano e Caracalla, leggendo un immaginario telegramma dei due indirizzato a lui “ottimo sindaco” col desiderio di essere lì.
“Questa manifestazione -ha fatto sapere “Visivamente”- si finanzia da sé, attraverso sponsorizzazioni private e fondi ministeriali e regionali, previsti per eventi culturali di interesse pubblico. Il comune di Benevento non stanzia un euro per la kermesse, ma dà solo l’autorizzazione a svolgerla”. Il futuro della rassegna dipenderà molto dalle risorse, ma anche dalla definizione di una più precisa identità. Pur nell’ambito di un taglio generalista, perché non individuare alcuni filoni tematici? Ad esempio Cinema e Tv che parlano di Donna, Ambiente, Lavoro, Giovani, Sud?

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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