Spina Verde, l’Assemblea popolare: “Gesesa è un privato, non un ente pubblico. Saremo vigili”

Gli attivisti dell’Assemblea popolare Rione Libertà contro la decisione della Giunta di affidare a Gesesa la gestione della Spina Verde: “Oggi la giunta comunale ha deliberato un atto di indirizzo politico con il quale ha affidato alla S.p.A Gesesa l’intero complesso della “Spina Verde”. Giorni fa – ricordano gli attivisti dell’associazione -, proprio durante la terza assemblea popolare del rione Libertà, l’assessore ai lavori pubblici Mario Pasquariello, il quale ha partecipato alla suddetta in rappresentanza del sindaco, ha lasciato trapelare l’assegnazione della mediateca ad un ente pubblico quale la Gesesa.
Gesesa spa, per l’ appunto, non di certo un ente pubblico, ma una società per azioni assorbita non molto tempo fa dall’Acea, azienda a capitale misto. Si tratta di un ente di diritto privato e non pubblico il quale persegue i suoi obbiettivi statutari ovvero l’accrescimento di utili e profitti per l’azienda stessa e la divisione degli utili tra gli azionisti.
“Il Gruppo Acea – Gesesa spa – spiegano – da diverso tempo si prodiga in iniziative di natura apparentemente filantropica per la città di Benevento, nella quale gestisce il servizio idrico privatizzato dagli anni 80. Non di certo bisogna meravigliarsi se ad accaparrarsi la gestione dell’ intero impianto della mediateca e del verde pubblico sia proprio la Gesesa. D’altronde l’assessore Pasquariello durante l’assemblea è stato molto chiaro: la manutenzione del complesso della spina verde richiede un ingente dispendio economico, e di certo il comune, in seguito al dissesto finanziario dichiarato lo scorso 11 gennaio, non può sobbarcarsene le spese.
Del resto la stessa Gesesa, che non si pone alcuno scrupolo nel condurre una spietata campagna di distacchi delle utenze, ledendo un diritto fondamentale quale quello alla vita, nei confronti di cittadini morosi, non si assumerebbe i costi di gestione di una struttura pubblica mantenendo gratuite le sue funzioni per la comunità senza tuttavia ottenere un tornaconto.
Con la scusa dei grandi costi di gestione, l’affidamento delle strutture della spina verde si è trasformato nell’ennesimo regalo ad enti privati per perseguire profitti e utili escludendo di fatto una gran fetta del Rione Libertà.
Avevamo paventato questa ipotesi e la domanda dalla quale attendiamo una risposta riguarda la futura funzione della mediateca, nata e costruita come plesso di aggregazione sociale e culturale, che di fatto ora si sta trasformando nel solito sodalizio tra potenti.
Se da un lato l’affidamento della mediateca lascia un vuoto incolmabile quale l’opportunità di costruire luoghi di socialità, dall’altro il sindaco mastella ha concesso il contentino alle associazioni di base che operano nel rione libertà : il partenariato della gestione della Spina Verde con la Gesesa.
Da tempo rivendichiamo la necessità di tessere una rete di solidarietà attiva tra le varie associazioni per debellare il degrado sociale nel quale il quartiere versa, degrado sociale che di certo non ha radici nella scarsa cura del verde pubblico, ma che risiede nell’abbandono istituzionale e nella mancanza di effettivi luoghi di aggregazione. La vandalizzazione della mediateca lascia un un margine sottile nel quale operare: fare percepire la stessa come un bene di pubblico dominio e permettere ai cittadini di essere protagonisti della vita della stessa. Con l’affidamento del plesso della spina verde alla Gesesa spa, il riscatto sociale, a cui ambisce l’assemblea popolare attraverso la gestione della mediateca in partenariato con le altre realtà di base nel rione, diviene un’ipotesi lontana.
Saremo vigili sulla gestione del plesso della spina verde, perchè quest’ultimo sia un luogo di aggregazione, e non una cattedrale del deserto”.

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