Stati Generali di Forza Italia, tutti a tavola con Nunzia

Scarinzi trasformista? È solo uno esperto, sa dove deve andare quando il vento cambia”. E Vincenzo Sguera? “Deve stare al posto suo, che qua ci stiamo prima di lui”.

Nel salone di Palazzo Paolo V, i forzisti di prima generazione non hanno nessuna intenzione di sotterrare atteggiamenti bellicosi verso gli ultimi arrivati. Così minacciano: “facciano i bravi”, della serie “ca’ nisciuno è fesso”.

Nunzia De Girolamo troneggia agli Stati Generali di Forza Italia, dove si è presentato il gotha sannita. Fino a qualche mese fa, era solo la tamarrissima Nostra Signora delle Asl. Dopo l’inchiesta con lei erano rimasti pochi fedelissimi e qualche collaboratore.

Poi la vittoria di Mastella ha cominciato a toglierle un po’ di polvere dalle spalle, riportandola alla luce, in un contesto nuovamente attrattivo. Ma nessuno più di Berlusconi può tirare a lucido un futuro opaco fino al giorno prima.

E così l’effetto Berlusconi travolge pure Nunzia De Girolamo, la “ragazza” nata con la camicia. Ogni volta che viene viene data per spacciata da detrattori come da compagni di ventura, risorge dalle sue ceneri, senza neppure muoversi troppo, stando ferma (o quasi).

Berlusconi è ormai il “vincitore percepito” delle prossime elezioni e l’apparato lo ha capito fin troppo bene. Bastava guardare ieri i volti di Liverini (Confindustria), di imprenditori, presidenti di ogni ordine e grado.

Fino a poche settimane fa, gravitavano tutti nell’orbita del Pd e del sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro. Ora che il vento gonfia le vele del centrodestra, il fuggi fuggi è già cominciato. Del resto, la convention di ieri (un format regionale) metteva intorno ad un tavolo i vertici di organizzazioni di categoria, degli organi di sicurezza e imprenditori.

In fondo, Forza Italia è sempre il partito che piace alla gente che piace. E con Silvio tornano pure i Rolex sul polsino (ieri in sala almeno un paio) e le LOUIS VUITTON a sbafo. 

Nunzia, sobria da sembrare austera rispetto alle altre giovani signore in sala, dava e toglieva la parola. Il mazzo di carte ora ce l’ha lei in mano. Qualcuno in sala però evoca Renzi:”Questa iniziativa sembra una roba renziana”. Una mini-Leopolda con un tavolo unico, con rotazione di cavalieri e dame. 

Ma al tavolo con Nunzia ormai si mettono in fila tutti, da ex pd, a imprenditori, a burocrati. 

L’armamentario lessicale della deputata azzurra è il solito del berlusconismo puro: la scelta attenta del nemico pubblico numero uno (che qui a Benevento resta il Pd,mentre per Berlusconi è ormai il M5S), le tasse alle stelle e il problema sicurezza, la middle class vessata, le ricette economiche sbagliate. E torna anche la retorica dell’amore che vince su tutto: “Purtroppo – dice De Girolamo – il Sannio avrebbe potuto fare passi in avanti in questi anni, se anziché coltivare odio e invidia, si fosse pensato al bene comune”.

Mastella intanto non c’è. “L’evento è prettamente politico – spiegano –, tanto è vero che al tavolo dei sindaci ci sono solo quelli di Forza Italia”.

E infatti Nunzia rassicura sulla buona tenuta dell’alleanza. Almeno fino a dopo le elezioni. Perché, va dicendo qualche forzista della prima ora, dopo si aprirà un’altra partita. Chi vivrà vedrà, nel frattempo, menomale che Silvio c’è. 

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