Studio Fareambiente, Sannio ha vocazione turistica inespressa

Sannio l’immagine turistica percepita non collima con quella progettata.Poca rispondenza fra quanto richiedono i turisti e quanto propone il Territorio.

Il  Sannio  è per il 39% è un comprensorio turistico naturalistico mentre solo il 3% afferma che sia una meta ideale per visitare siti storici ed archeologici, per il 47% il Sannio è un’area a forte vocazione enogastronomica. Troppo poco è stato fatto per creare una land tourismreputation.

Come un territorio può essere competitivo e attrarre turismo? Su quali variabili è necessario lavorare per rendere appetibile una meta? Questi sono alcuni quesiti che chi è addetto alla governance territoriale  dovrebbe porsi e ai quali trovare soluzioni. Domande non di facile risposte, ma fondamentali al fine di creare una reputazione che sia continuativa nel tempo e che non porti criticità invece di vantaggi

Oggigiorno, molto, se non tutto, si basa sulla  “land image reputation” ( basta vedere il caso Umbria a causa del terremoto, o la Terra di Lavoro a causa della terra dei fuochi et etc etc). Il turista oggi basa le sue scelte su quanto viene “recensito” e divulgato dalle diverse fonti di informazioni e comunicazioni ( anche online, basti considerare l’uso di Instagram); molto si basa sulle esperienze rese indimenticabili dalle attività svolte e dalle emozioni provate, che diventano fattore discriminante nella decisione di ritornare nel luogo prescelto. Quindi non solo un bel paesaggio ma anche i servizi accessori che sono insiti nell’animo umano. Detto in gergo “aspettative latenti”.

Un ruolo fondamentale quindi è rappresentato dall’immagine ( che poi crea l’immaginario)  che il fruitore ha di un luogo.

 

Il 2017 è stato proclamato l’anno internazionale del turismo sostenibile, e FareAmbiente ha avvitato una serie di studi / ricerche che hanno quale obiettivo quello di monitorare l’appeal di alcune aree a forte vocazione turistica, la prima è stata il Cilento per poi dedicarsi ad altre mete, fra cui il Sannio Beneventano, e Roma città eterna.

Il Sannio, dice Vincenzo Pepe, presidente di Fareambiente ( una delle principali associazioni ambientaliste italiane), ha  una forte vocazione turistica, che però non è mai riuscita ad esprimere. Analizzando le diverse peculiarità è possibile constatare come l’area sia piena di arte storia, cultura, oltre ad essere ricca di prodotti enogastronomici e naturalistici, senza dimenticare i numerosi luoghi di culto. Troppo spesso, però, dimentichiamo tutto ciò per orientare le politiche territoriali su strategie vecchio stampo, che tra le altre cose  risultate lesive per il nostro Bel Paese, è necessario ricordare che il vero giacimento di ricchezza non si trova sotto terra ma preservando e valorizzando le risorse sia ambientali che storico culturali oltre che enogastronomiche. Analizzando  l’offerta sui territori  è possibile constatare come   fin troppo spesso questa, non collimi né con le richieste dei turisti né con la vocazione territoriale. Altra problematica che in questi ultimi anni si sta manifestando è quella della omologazione, se una proposta è vincente in un territorio allora lo deve essere anche sul proprio. Come fare quindi a capire la corrispondenza fra territorio e turisti? Come detto nella parte introduttiva è necessario verificare la corrispondenza fra immagine progettata e quindi proposta ed immagine percepita da chi sceglie un luogo come destinazione turistica

Per verificare, quindi, se quanto proposto in termini di offerta turistica  sia rispondente a quanto percepito dai fruitori, in considerazione delle diverse e nuove azioni che i diversi attori sociali hanno messo in campo, è necessario fare uno studio ( non inteso come la classica Analisi SWOT) calato sui turisti e per essere efficace, anche sui diversi attori che operano per promuovere in termini turistici i territori.

Nello specifico della ricerca posta in essere da Fareambiente in collaborazione con la testata giornalisticawww.frodialimentari.it, è stato quello  di usare quale strumento di indagine un questionario semi strutturato.

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