SuperPina, la donna che ha detto No a Mastella: “Sulla mensa siamo in ritardo. Non voto Regolamento. E’ un copia e incolla”

Poche donne in politica riescono a ritagliarsi uno spazio di autonomia. Alcune proprio per questo durano l’espace d’un matin. Altre, dopo diabolici test di solidità, invece, riescono a durare a lungo pur giocando duro.

Pina Pedà è una di quelle donne che se decidono, vanno fino in fondo e corrono dei rischi. Fu eletta in maggioranza con Clemente Mastella sindaco, oggi la ritrovi sui banchi dell’opposizione. Lo strappo si consumò, quasi subito, sulla gestione della mensa scolastica. Pina Pedà, apprezzata nutrizionista, se ne era occupata, da professionista, durante la precedente amministrazione. Fu lei la ‘madre’ della Carta dei servizi che introdusse regole rigide e impose verifiche rigorose nella preparazione dei pasti per i bambini delle mense scolastiche.

E stamattina è stata l’unica vera protagonista della discussione in aula consiliare sul regolamento per la mensa scolastica. 

Ha difeso gli sforzi del passato: “Da consulente esterna ho lottato per cambiare la cultura dell’alimentazione nelle scuole. Ho fatto rifare i menù, li ho verificati, ho lavorato insieme a tutti: consiglieri, dipendenti dell’impresa di ristorazione, dirigenti scolastici e genitori. Quando fui attaccata anziché chiudermi a riccio, volli organizzare un Tavolo tecnico che diede i suoi frutti”.

Pina Pedà, operosa, energica, indefessa, era stata scelta anche da Mastella come consigliera esperta da affiancare all’allora assessore all’istruzione, Amina Ingaldi. Poi qualcosa non funzionò nei meccanismi relazionali, e Pina Pedà, anziché tergiversare, invece di barcamenarsi in attesa di tempi migliori, preferì uscire di scena e mollò la maggioranza mastelliana.

“Il sindaco Mastella mi ha chiesto di ritornare ad occuparmi della mensa. Lo ringrazio per la fiducia – ha detto oggi – ma dico No per la terza volta. Non sono interessata. Sono stata accusata di inseguire una visibilità che in realtà non mi è mai interessata – ha aggiunto, amara -. Non ho mai utilizzato le relazioni intrecciate con genitori, dipendenti e dirigenti in quegli anni di duro lavoro per costruirmi il consenso elettorale”.

Mentre davanti alla porta del sindaco Mastella si mettono in fila anche consiglieri di minoranza pronti a passare dall’altra parte dell’Aula consiliare, Pedà va avanti per la sua strada – quella in cui crede – a colpi di No. 

Irrequieta, solida sui tacchi, alta e fiera, nella carnagione il destino Bruno della sua terra di provenienza, la Calabria, non ha fatto un solo passo indietro neppure questa mattina: “Mi asterrò su questo regolamento, perché lo considero incompleto. Quando ho posto alcune questioni nel merito, mi avete risposto che è un testo licenziato frettolosamente. Ecco: io non voto un regolamento frettoloso sulla mensa scolastica. Lo considero poco serio”.

Parole dirette, incassate da una maggioranza silente, e sostenute dagli sguardi di ammirazione della minoranza.

La mensa scolastica è il suo terreno da combattimento perché, dice, “è medicina la nutrizione”. “Siamo in ritardo – tuona -; questo regolamento è solo un copia e incolla”. 

SuperPina chiude l’intervento con gli occhi lucidi. Applaudono in tanti. Perfino le dipendenti dell’impresa di ristorazione che hanno seguito il Consiglio comunale in un compito silenzio. Licenziate, sono in cassaintegrazione. 

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.