Tasse, il dirigente furbetto fa il bis: dopo la casa in centro, evade l’Imu anche sul borgo abusivo

di Teresa Ferragamo

“Molti beneventani non pagano le tasse”, tuonò il sindaco Mastella a La7, davanti all’Italia tutta.

E, in effetti, tutti i torti aveva non li aveva. Ma tra i tanti che non pagano le tasse comunali ci sono differenze, che non sono piccoli dettagli.

Molti beneventani, per esempio, sono morosi: risultano, cioè, iscritti all’anagrafe dell’ufficio tributi, ma non pagano regolarmente.  Ci sono poi quelli che periodicamente fanno la fila per contestare i solleciti del Comune,  dimostrando di aver già regolarmente versato il dovuto;  quelli che contestano l’applicazione della tassa (tariffa e superficie), come hanno fatto più volte gli artigiani, e quelli che ricorrono alla Commissione Tributaria per vari motivi.

Quelli che sono in ritardo con i pagamenti dovranno fare i conti con Equitalia o con la società incaricata per la riscossione.

L’evasione è invece un’altra cosa. E anche qui i distinguo sono fondamentali. Gli evasori non sono iscritti all’anagrafe tributario o lo sono per proprietà dichiarate per consistenza inferiore alla realtà.

CON IL PUC 15 MILIONI DI EURO DI EVASIONE FISCALE

Il caso più eclatante riguarda i proprietari dei terreni che con l’ultimo Puc sono diventate edificabili. Un’evasione rintracciabile in  circa 15 milioni di euro. Per capirci: se questa cifra monstre fosse stata recuperata,  una parte del debito comunale sarebbe stato coperto proprio da questo credito e forse si sarebbe potuto evitare il dissesto.
Molti sostengono di non aver ricevuto alcun avviso dal Comune. L’ente, a sua volta, si difende sostenendo che la  semplice  pubblicazione  del Puc all’albo pretorio dovrebbe essere sufficiente.  In ogni caso, il Comune ha provveduto ad inviare lettere di sollecito, ma solo ai proprietari delle aree di alcune zone (Piano cappelle, Capodimonte e poche altre).

I FURBETTI DEL QUARTIERINO: IL CASO DEL DIRIGENTE  EVASORE

Poi ci sono gli evasori, gente scaltra che qualcuno aiuta: sono quelli capaci di trovare motivi per non dichiarare, ad esempio, proprietà immobiliari in modo da non pagare l’IMU.
Qualche settimana fa, affrontammo il caso della falsa unità collabente, un edificio dichiarato inutilizzabile perché cadente, diroccato. Al catasto ne risultano 900, un numero sicuramente eccessivo, perché, di certo, diverse vecchie case di campagna sono oramai dei ruderi, come pure sono inutilizzabili alcune di quelle del centro storico, senza tetto ed evidentemente diroccate. Ma 900 sono sicuramente troppe.

Sanniopage.com raccontò il caso della falsa casa collabente situata  in pieno centro storico. Si tratta di un palazzotto a due piani, recentemente ristrutturato,  anche in modo elegante, con tanto di stucchi e fregi. È fittato,  produce reddito, ma il proprietario avendolo dichiarato “collabente” non ci paga l’IMU.
 Il fatto fece notizia perché rivelammo che quell’edificio è di proprietà  di un dirigente in servizio al Comune di Benevento. L’Ente lo paga circa 100 mila euro all’anno, ma lui, non soddisfatto, evita che dal Comune gli arrivi l’IMU per il palazzotto.
L’IMMOBILE E’ INVISIBILE AL CATASTO

C’è ancora un altro modo per scansare la tassa sugli immobili: il mancato aggiornamento degli atti al catasto.
Come accade appena fuori dal centro storico, dove si trova un piccolo villaggio, tre edifici, uno ristrutturato ed ampliato con mansarda abitabile,  altri due nuovi, appena costruiti.

abitazione evasione3

Hanno una corte comune con tanto di statue e pavimentazione artistica e un piccolo parco intorno. Sono abitati ed ospitano pure migranti.


Al catasto,  però,  il piccolo villaggio non esiste.

Al suo posto, sulla planimetria è solo indicato un fabbricato rurale di 43 metri quadri quadrati e una piccola stalla. In realtà, nei tre edifici sono state realizzate 5 o 6 unità abitative per un totale di circa 300  metri quadrati, una superfice 7 volte quella accatastata.

Il proprietario paga l’IMU sul piccolo borgo? Pare proprio di no, perché se avesse presentato la dichiarazione all’ufficio tributi sarebbe emersa certamente la difformità con i dati catastali. È probabile, quindi, che anche in questo caso siamo dinanzi ad un sistema ben congegnato dai soliti furbetti  per evadere le tasse.

abitazione evasione2

Ma è l’identità del ‘furbetto del quartierino’ che risulta essere clamorosa, perché il proprietario del piccolo villaggio abusivo è lo stesso della falsa unità collabente del centro storico raccontata qualche settimana fa.

Insomma, una sola persona riesce, attraverso sistemi differenti ad evadere due volte l’Imu.

A questo punto, la domanda sorge spontanea: possibile che l’amministrazione comunale non controlli? Eppure i mezzi a disposizione ci sono: il Comune, per esempio, ha in dotazione un sofisticato sistema informatico per controllare edifici e titoli autorizzativi, ma non lo aggiorna e non lo usa come dovrebbe.

Il sindaco Mastella davanti all’Italia tutta – non in una tv geograficamente limitata – ha denunciato l’atto tasso di morosità e di evasione che si registra nella città di Benevento. Ha anche più volte annunciato una task force per combattere ‘i furbetti’, ebbene , potrebbe, a questo punto, cominciare a dare un segnale di buona volontà e di concretezza avviando verifiche serie, rigorose e puntuali su consiglieri comunali, assessori e dirigenti.

 

Un pensiero riguardo “Tasse, il dirigente furbetto fa il bis: dopo la casa in centro, evade l’Imu anche sul borgo abusivo

  • 17/02/2017 in 15:56
    Permalink

    Alla luce di quanto emerso mi domando: perche’ non li prendiamo a calci in culo fino a romperlo? Perché non li facciamo scomparire dalle liste degli eletti? Una epurazione massiva sarebbe cosa gradita a tutti! Inoltre sarebbe opportuno la sazione che pulissero le strade un anno a testa! A spese loro!
    Potrebbe essere l’inizio della ripresa!

    Risposta

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