Te lo regalo se vieni a prenderlo, la solidarietà corre su Facebook. Baccari: “Con il virus tanta generosità “

Da tempo ormai Te lo regalo se vieni a prenderlo è un fenomeno social. L’idea è geniale. In pratica, chi ha deciso di disfarsi di un oggetto anziché buttarlo, lo regala a chi è interessato o ne ha bisogno, purché lo vada a ritirare.

Dietro a questi gruppi, ormai diffusi in tutt’Italia, c’è una precisa  visione del mondo, quella dell’economia del riciclo e della lotta agli sprechi.  Nello stesso tempo si offre un aiuto concreto ai meno abbienti.

Come dire due piccioni con una fava:  l’offerente ha regalato qualcosa a chi ne aveva bisogno e ha tutelato l’ambiente evitando di riempire la discarica, ma ha anche risparmiato la fatica e il tempo per portare gli oggetti alle isole ecologiche di smaltimento. Chi riceve invece ha solo l’onere di organizzare il ritiro.

Con l’acuirsi della crisi economica questi gruppi stanno prendendo sempre più piede e solo su Facebook si contano ormai oltre un milione di membri iscritti. È il volto buono di questa diavoleria congegnata da Mark Zuckerberg. 

A Benevento Te lo regalo se vieni a prenderlo  è tra i gruppi Facebook con più iscritti, più  di 12000. 

La storia della sua genesi è affascinante: il fenomeno è nato ufficialmente nel 2011 dall’intuizione di un calabrese ormai trapiantato in Svizzera, il regno dell’ordine e della disciplina.

Salvatore Benvenuto, lo ha raccontato in una delle sue poche interviste, «un giorno mi sono recato in discarica per portare alcune cose e ho incontrato un signore che mi ha chiesto se lo avessi potuto aiutare a scaricare un televisore che appariva nuovo e ho espresso al signore il rammarico perché si fosse già guastata» e alla risposta, «va benissimo, è solo che non mi serve più e non so a chi regalarlo» gli venne la voglia di impegnarsi per evitare il ripetersi di quello spreco. Il 14 settembre del 2011 aprì la prima pagina Facebook Te lo regalo se vieni a prenderlo che ebbe successo immediato, imitato da decine e decine di altre pagine e gruppi.

 

Con la pandemia il gruppo è diventato ancora di più uno strumento di sostegno alle famiglie in difficoltà, la prova che ormai esiste uno spirito della pandemia oltre allo spirito del Natale.

Ma Te lo regalo se vieni a prenderlo è anche un racconto collettivo, dove si incrociano storie, persone e umanità varia ed eventuale. 

C’è chi regala abiti dismessi, chi il divano o la cucina, la bigiotteria venuta a noia, la culla ormai fuori corso, giocattoli e perfino la maglia del Benevento. Ma c’è anche chi dona quello che può: di recente un ottico ha voluto donare occhiali nuovi da bambino per venire incontro alla difficoltà di seguire a distanza le lezioni per chi ha già problemi di vista, una signora ha lasciato in sospeso una piega dal suo parrucchiere, un’altra ha messo a disposizione il suo mestiere di sarta.

Una vera e propria mobilitazione  per sostenere il Paese, duramente messo alla prova dall’emergenza Coronavirus, una significativa prova di generosità. È uno dei  risultati di quello che potremmo definire il più grande avvenimento solidale della storia recente italiana.

Carmen Baccari

I fondatori e amministratori unici sono tre fratelli: Rosetta, Carmen e Silvio Baccari, che ormai dedicano ore delle loro giornata a moderare il gruppo e a dirigere il traffico di offerte e richieste.

Silvio Baccari

Quasi un secondo lavoro per i tre fratelli, ovviamente non retribuito perché l’unica merce bandita dal gruppo è proprio il danaro.

Quando e perchè è nata l’idea di mettere su questo gruppo anche a Benevento?

Il gruppo nasce a metà del 2016 quando nostra sorella Rosetta aderisce ad un’iniziativa simile a Milano. Dopo aver condiviso con noi gli aspetti positivi di quella esperienza, insieme abbiamo pensato di proporre, qui a Benevento e per i beneventani, qualcosa di analogo che, pur conservandone l’idea di base, permettesse di superarne i limiti e le criticità.

Abbiamo quindi “rimodulato” il suo principio ispiratore riconnettendolo ad altri, ugualmente importanti: promozione dell’economia circolare, alleggerimento dell’impronta ecologica della società e maggiore attenzione alla spinta solidaristica che sapevamo essere molto forte nella nostra comunità. Ci teniamo però a chiarire che lo scopo principale del gruppo è quello di favorire e incentivare il riutilizzo e il riciclo dei beni per evitare che oggetti “ancora buoni” restino ad impolverarsi nelle soffitte e nelle cantine, finiscano nelle discariche o, peggio ancora, vadano ad inquinare (non è infrequente vedere ai bordi delle strade o nelle campagne oggetti di ogni genere!) il nostro bellissimo territorio. In tutti questi mesi di attività abbiamo potuto notare che c’è sempre qualcuno disposto a prendere gli oggetti che qualcun altro non vuole più, utilizzandoli così come sono oppure dando loro nuova vita con il restauro, piccole riparazioni o addirittura adoperandoli in modo originale e creativo, con usi e finalità diversi rispetto a quelli per cui erano stati originariamente creati. Questa pratica purtroppo, a differenza dei Paesi anglosassoni, qui fa ancora un po’ fatica a decollare perché legata all’erroneo preconcetto che chi ricicla un oggetto usato sia una persona indigente, che non si trovi nella condizione economica di poterlo comprare nuovo. Ci si vergogna insomma. Ma non è così e non c’è nulla di cui vergognarsi: chi ricicla è, indiscutibilmente, una persona mediamente più intelligente, con un’istruzione superiore e con una più spiccata sensibilità per la tutela dell’ambiente in cui vive. Chi è stato negli Stati Uniti avrà sicuramente visitato questi grandi “store”, tipo il Savers di RedWood City, in cui si lasciano e si prendono oggetti usati a prezzi veramente irrisori, si dona una piccola cifra per contribuire al mantenimento della struttura e il di più viene devoluto a un’organizzazione senza scopo di lucro. Il nostro gruppo è praticamente un Savers ancora più spinto. Nel nostro gruppo sono consentite unicamente le donazioni e non è permessa nessun altro tipo di transazione, soprattutto monetaria. Ma non pubblichiamo nemmeno pubblicità e sponsorizzazioni. Ci teniamo che il gruppo rimanga “senza scopo di lucro” per nessuno, neanche per noi che lo gestiamo quotidianamente dedicando al gruppo una consistente fetta del nostro tempo libero (tutti e tre lavoriamo) senza ricevere nessun compenso.

Vi aspettavate questo successo?

“A dire il vero abbiamo riscoperto uno spirito di solidarietà che non ci aspettavamo, questa iniziativa ci sorprende ogni giorno. Durante la prima fase del Covid abbiamo trovato decine di persone generose che si sono messe a disposizione per fare la spesa per le famiglie in difficoltà, questo nella primissima fase della emergenza, quando ancora non erano arrivati materialmente dagli enti preposti i ristori per le fasce di popolazione più in difficoltà. Per non parlare della generosità dei beneventani in tempi “normali”, se così si può dire. Giornalmente riceviamo e pubblichiamo decine e decine di donazioni da ogni parte della provincia. Abbiamo scoperto che i nostri concittadini sono dei veri “campioni del dono”, anche quando non vivono una situazione di emergenza impellente. Tantissime persone regalano ad altri sconosciuti oggetti a cui tengono (i primi vestitini dei figli, lo scrittoio del nonno, le biciclette inutilizzate) senza chiedere assolutamente nulla in cambio. Si accontentano di un “grazie”, di un sorriso, della soddisfazione di sapere che gli oggetti che li hanno accompagnati per un periodo della loro vita faranno parte della vita di qualcun altro. Quasi 13000 persone che donano e ricevono gratuitamente e senza grandi clamori… non è incredibile?!

Come è cambiato il volto del gruppo durante la pandemia?

Come detto, durante il primo “lockdown” abbiamo interrotto le donazioni e puntato sulla solidarietà mentre dopo l’estate abbiamo deciso di mantenere aperto il gruppo con la regola che gli scambi si dovessero svolgere nel rispetto delle ordinanze ministeriali e regionali. Il gruppo è cresciuto moltissimo in questi anni e rappresenta ormai anche uno strumento di comunicazione e socializzazione. Riceviamo spesso testimonianze di persone che si sono conosciute grazie una donazione e poi hanno stretto amicizia e continuano a sentirsi…Sapere che il nostro gruppo funziona anche come “collante sociale” ci dà un’enorme soddisfazione perché attraverso esso oltre ai beni materiali si trasferiscono anche “beni immateriali”: amicizia, gratitudine, solidarietà e gioia condivisa”.

Quali sono gli oggetti più richiesti o gettonati?

Le richieste in generale non sono consentite, sono ammesse eccezioni per beni di prima necessità e per tutto ciò che riguarda la salute e la sicurezza di bambini, anziani e malati. Facciamo qualche eccezione anche per le richieste di libri e materiali didattico e in genere per quelle provenienti da associazioni culturali e di volontariato. Principalmente si dona abbigliamento per ogni fascia d’età, qualsiasi tipo di mobilia e tanti prodotti per l’infanzia… ma abbiamo pubblicato anche donazioni di auto, macchine da cucire antiche, letti elettrici e altri presidi per i malati – tanti oggetti di valore, economico e affettivo”.

Il Regolamento è stringente e voi siete dei veri mastini nel vigilare sul rispetto delle regole. Ci sono molti furbetti in agguato?

Siamo convinti che la serietà con cui vigiliamo sul gruppo e sul rispetto delle regole possa essere un elemento “tranquillizzante” per tutte le persone che donano i loro oggetti – spesso con un grande valore affettivo – nessuna di loro vorrebbe che queste cose andassero a finire nelle mani di qualche malintenzionato che vuole approfittare della loro generosità. Il regolamento è stato creato per evitare che questo accada e consentire al maggior numero possibile di membri di ricevere qualcosa in un mese garantendo rispetto reciproco e civile convivenza. È il fulcro del gruppo, è il frutto di un continuo lavoro di limatura che è ancora in fase di affinamento e di modifiche. Ultimamente, con la ratifica della maggioranza schiacciante degli iscritti, abbiamo introdotto nuove regole, ad esempio è possibile veicolare proposte a prezzo di favore per gli iscritti al gruppo, abbiamo anche inasprito la lotta alle prenotazioni senza ritiro che rappresentano l’elemento più critico e deleterio del gruppo.

Quali sono le iniziative che vi hanno più colpito? La più divertente e la più commovente.

Gli iscritti hanno regalato davvero di tutto: dalle auto alla terra da giardino … passando per cucine bellissime e macchine da cucire antiche. Ma forse la più divertente è di qualche giorno fa: una coppia ha deciso di disfarsi di molte bottiglie di liquori e distillati che aveva in casa. C’è stata quasi una simpatica sommossa popolare per invogliarli a ritirare la donazione. I commenti sono stati esilaranti. Forse invece l’iniziativa che più ci ha colpito emotivamente è stata quella legata all’appello per il corredino di una bimba che sarebbe nata di lì a un paio di mesi e che non aveva ancora nulla perché i genitori erano in una situazione di gravissima difficoltà economica. E’ arrivata una miriade di donazioni oltre il corredino: dagli accessori per gli ultimi mesi della gravidanza per la mamma, alle prime pappe e ai giocattoli fino al seggiolone, girello e altri oggetti utili solo quando sarebbe stata molto più grande. Non sapevamo più come consegnare tutta quella roba! È stata un’ondata di generosità che ha commosso i genitori e tutti quelli che si sono occupati di questa storia meravigliosa. Vorrei però ricordare anche qualcuna delle ultime donazioni che ancora stiamo consegnando: una signora ha donato 10 strenne natalizie ad anziani e famiglie in difficoltà, una sarta e un’infermiera professionale hanno donato i loro servizi, un commerciante di prodotti sportivi indumenti da neve per bambini e un’iscritta molto attiva nel gruppo ha regalato una messa in piega dal suo parrucchiere. Il tutto in completo anonimato. Siamo davvero orgogliosi di questo gruppo e di quello che sta facendo”.

 

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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