Telese-Caianello, fu lo Sblocca Italia del 2014 a tirarla fuori dai cassetti del Mit

Dopo 5 anni, il raddoppio della Telese-Caianello supera un altro step.

Oggi giunge a compimento il  lavoro avviato il 12 Settembre 2014 con il Decreto n. 133, detto «Sblocca Italia», convertito con Legge n. 164/2014, di cui alla Gazzetta Ufficiale n. 262 dell’11 novembre dello stesso anno.

Fu con quell’atto legislativo che la Telesina assurge a dignità d’infrastruttura di rango nazionale. Sino ad allora, il raddoppio della Telese-Caianello, era un datato e non più redditizio «project financing», con annesso pedaggiamento,  riposto su un binario morto del M.I.T..

Il Consiglio di Amministrazione di ANAS ha appena approvato la pubblicazione del Bando di Gara del 1º lotto del raddoppio della Telesina.

23,9 km di tracciato per una spesa di 460 mln di euro. Rigorosamente osservato il cronoprogramma dei lavori di cui alla Delibera CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) del 24 luglio che, come è noto, approvò, in via definitiva, il Progetto esecutivo per l’adeguamento a 4 corsie della S.S. 372 «Telesina» dal km 37+000 (svincolo di S. S. Telesino) al km 60+900 (svincolo di Benevento).

Il secondo passaggio al CIPE dello scorso luglio si rese necessario a seguito di specifica istanza di «indagini supplementari» avanzata dalla competente Sezione Archeologica rispetto al progetto esecutivo già approvato dal CIPE del 28 febbraio 2018, alla presenza, per conto del ministro Graziano Del Rio e del sottosegretario Del Basso De Caro. In quella stessa sede, fu altresì potenziata la dotazione finanziaria dell’opera dei 133 mln euro resisi indispensabili ai fini della definitiva approvazione della stessa.

L’opera complessiva, lunga 61 km con un budget di 790 milioni di euro, è la più importante trasversale tirreno-adriatica dell’Italia meridionale, un asse viario destinato ad «aprire il Sannio» e renderlo attrattivo agli investimenti, condizione di ogni sviluppo economico duraturo.

La sfida – dichiarano oggi da Partito democratico di Benevento – è stata vinta. Gli atti – che sono pubblici – chiariscono, in modo inequivoco, chi abbia lavorato affinché la progettazione dell’opera, le imprescindibili e considerevoli coperture finanziarie (tutte pubbliche), nonché il complesso iter procedurale pervenissero alla splendida conclusione da tutti, da tempo immemore, auspicata”.

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