Tetracloroetilene, Comitato Qualità dell’Acqua avvia petizione per chiusura i pozzi

A novembre scorso Altrabenevento ha segnalato uno studio dell’ARPAC pubblicato a Napoli a febbraio 2018 (sconosciuto a Benevento), sulla presenza di tetracloroetilene nel pozzo di Pezzapiana (via Mura della Caccia) utilizzato dalla Gesesa, società che gestisce il servizio idrico a Benevento, per servire l’acqua agli abitanti dei rioni Ferrovia e Centro storico. Il pericoloso inquinante, potenzialmente cancerogeno, è utilizzato anche per lavaggi a secco e per questo l’ARPAC aveva ipotizzato che sia stato utilizzato in passato per lavaggi nell’area delle Ferrovie.

Dopo le inutili smentite con i soliti annunci di querele da parte del Comune, la GESESA ha ammesso che da almeno tre anni sapeva della presenza del tetracloroetilene nei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni (utilizzato per fornire acqua agli abitanti del rione Libertà) ma ha sostenuto di aver verificato con appositi esami effettuati da un laboratorio privato (mai pubblicati) che si trattava di tracce irrilevanti.

Dopo le insistenze di Altrabenevento l’ARPAC ha effettuato nuovi esami tra dicembre ed aprile scorsi confermando sempre la presenza di tetracloroetilene con lavori in aumento oltre la Soglia di Contaminazione (1,1 microgrammi/litro) per le acqua profonde come previsto dalla Tabella 2 Allegato 5 parte IV D.Lgs 152/2006
E’ importante sottolineare che i valori del pericoloso inquinante sono in aumento, 3,4 microgrammi/litro nel pozzo di Campo Mazzoni (via Nuzzolo al Rione Ferrovia ) e 2,5 microgrammi/litro nel pozzo di Pezzapiana.
Il Comune e la GESESA hanno continuato a ripetere che l’acqua è potabile ma poi, su richiesta del Servizio Ecologia della Regione Campania hanno annunciato ulteriori controlli senza chiudere i pozzi contaminati.

Si tratta di CONTAMINAZIONE dell’acqua profonda che non può essere utilizzata. Vanno adottate subito misure per la messa in sicurezza ai sensi dell’art. 240 D.Lgs 152 del 2006 Testo Unico Ambientale e intanto i pozzi devono essere chiusi, anche in via cautelare a difesa della salute, quindi neppure in via cautelare a tutela della salute pubblica

Art. 240 D.Lgs.n.152/06 (Titolo V Bonifica dei siti inquinati)
…si definiscono:
…………….
m) messa in sicurezza d’emergenza: ogni intervento immediato o a breve termine, da mettere in opera nelle condizioni di emergenza di cui alla lettera t) in caso di eventi di contaminazione repentini di qualsiasi natura, atto a contenere la diffusione delle sorgenti primarie di contaminazione, impedirne il contatto con altre matrici presenti nel sito e a rimuoverle, in attesa di eventuali ulteriori interventi di bonifica o di messa in sicurezza operativa o permanente;
……………
t) condizioni di emergenza: gli eventi al verificarsi dei quali è necessaria l’esecuzione di interventi di emergenza, quali ad esempio:
………….
3) contaminazione di pozzi ad utilizzo idropotabile o per scopi agricoli;
La presenza di tetracloroetilene nei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni e recentemente anche di Triclorometano (Cloroformio) con valori superiori fino a tre/cinque volte la Soglia di Contaminazione dimostra che in tutta la falda della piana di Benevento ci sono inquinanti di incerta provenienza finora non controllati con la dovuta attenzione. Neppure sono stati fatti controlli sulle attività inquinanti nelle aree di rispetto dei pozzi (200 metri). Finora non sono mai state rilasciate le concessioni definitive per l’emungimento.

Anche i Piani d’Ambito Calore Irpino (province di Avellino e Benevento) del 2003 e del 2012 prevedevano la chiusura dei pozzi della piana di Benevento perché a rischio contaminazione.

La Regione Campania ha recentemente annunciato la fornitura alla città di Benevento di acqua dai pozzi di San Salvatore Telesino per risolvere la eventuale crisi idrica dovuta alla chiusura dei pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana, ma quell’acqua “dura” sostituisce e non si aggiunge a quella molto buona del Biferno (attualmente 130 litri/secondo fornita alla parte alta della città e alle contrade a nord).

L’acquedotto da Auduni (Goia Sannitica) a Benevento, attraverso la valle Telesina, con piccoli lavori di manutenzione può certamente fornire acqua buona del Biferno per tutta la città anche per possibili connessioni della rete idrica cittadina.
Recentemente la Regione Campania ha già concesso alla Gesesa l’aumento di 50 litri al secondo e non si sono determinati i guasti che qualcuno temeva.

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Testo della petizione

Al Sindaco del Comune di Benevento anche nella qualità di massima autorità sanitaria cittadina) Via Annunziata, Palazzo Mosti – 82100-Benevento

Oggetto: INTERROMPERE L’APPROVVIGIONAMENTO DI ACQUA PER IL CONSUMO UMANO DAI POZZI DI CAMPO MAZZONI E PEZZAPIANA CHE RISULTANO CONTAMINATI ED ESTENDERE LA FORNITURA IDRICA DAL BIFERNO A TUTTA LA CITTA’
I sottoscritti cittadini (residenti, domiciliati o lavoratori a Benevento)
Premesso che:
nei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni, utilizzati da Gesesa per fornire acqua agli abitanti dei rioni Ferrovia, Libertà e Centro Storico, sono stati accertati più volte con esami ufficiali dell’ARPAC, valori di Tetracloroetilene superiori alla Soglia di Contaminazione;

Comune, Gesesa e le autorità di controllo continuano ad effettuare accertamenti che confermano la presenza del pericoloso inquinante, potenzialmente cancerogeno, nelle acque profonde della piana di Benevento (ultimamente è stato trovato anche Cloroformio oltre la Soglia di Contaminazione) ma non sono stati chiusi quei pozzi di proprietà del Comune, che peraltro, non hanno mai ricevuto le Concessione definitive per l’emungimento;

tutti gli studi effettuati negli ultimi 18 anni e i Piani di Ambito hanno sempre previsto la necessità di chiudere quei pozzi perché la falda della piana di Benevento già risultava ad “elevato rischio di inquinamento”;
CHIEDONO

che sia interrotto l’approvvigionamento di acqua per il consumo umano dai pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana e che l’Amministrazione comunale di Benevento si adoperi affinchè la Regione Campania aumenti la fornitura idrica dalle sorgenti del Biferno, finora riservata solo agli abitanti della parte alta della città, per servire tutti gli utenti di Benevento.

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