Tremate, tremate i Deluchiani son tornati

Se c’è una cosa che non può non sapere uno come Vincenzo De Luca è che i servi sciocchi non servono a nessuno. Certo la folla fa rumore,  ma non è sempre il rombo a fare il motore.

Alle elezioni regionali mancano pochi mesi ormai e in molti cominciano ad agitare la coda come fanno le trote da allevamento prima di finire in congelatore. Tremate, tremate, dunque, i deluchiani son tornati

Il Sannio deluchiano è un mondo frastagliato dove a un certo punto pure la bussola per l’orientamento può fare cilecca. Perché il deluchiano qui è così: spunta quando il sole è alto nel cielo terso, si eclissa all’imbrunire e per ritrovarlo rischi di aspettare altri 5 anni.

Il deluchismo, da queste parti, è religione, ma i deluchiani sanniti non conoscono la fatica degli apostoli.

Proviamo a ricostruirla la mappa deluchiana nel Sannio.

Alfredo Nazzaro: chi non se lo ricorda svettare tronfio accanto al Presidente De Luca, durante le passeggiate beneventane di 4 anni fa? Sembrava che De Luca gli appartenesse per diritto divino. Il ginecologo sannita è rimasto, però, una promessa mancata: in questi anni, non è riuscito a seminare il campo deluchiano (pure potenzialmente fertile) figurarsi a raccogliere qualche frutto, eppure ora ri-parte da dove aveva lasciato: dal resto di niente. Due anni fa provò a fondare un’associazione para-deluchiana – ‘Campania in circolo’ –  che si afflosciò come un sufflè, giusto il tempo di una passatina in forno. De Luca e i suoi uomini-braccia armate sui territori non legittimarono mai quell’operazione e Nazzaro, rimasto col cerino in mano, tornò in congelatore. Ora è pronto a scrollarsi di dosso le schegge di ghiaccio post-congelamento e a tornare in campo. Peccato che gli manchino la rete e i voti, senza i quali la politica è vuota retorica.

 

Francesco Nardone: da sempre, vanta una vicinanza a Vincenzo De Luca, ma per lui il Governatore sembra più un sogno da inseguire che una solida realtà. Anche Nardone (Francesco) in questi giorni spende parole di fede deluchiana, professando, però, un’ortodossia più parolaia che fattuale. La corsa è a chi mette per primo il cappello su una delle liste del Presidente per le Regionali prossime venture. Ma chissà se De Luca lo sa.

Giulia Abbate: più che l’amazzone sannita del Governatore, finisce, ogni volta, col sembrarne la badante. Non c’è tornata elettorale che non affronti in nome di Vincenzo De Luca. Si candidò alle ultime Regionali, ma l’elezione era in fieri una mission impossible. In politica, però, tutto ha un costo, perfino una mancata elezione.  Abbate, infatti, rimediò un incarico in Soresa. Ci riprovò alle Politiche: andava in giro a  sventolare la bandiera della prossimità a De Luca. Ancora una volta, agli elettori non fregò un tubo. La settimana scorsa, ha organizzato una cena con il candidato deluchiano alla segreteria regionale del Pd, Annunziata; con lei c’era anche l’ex sindaco di Benevento, Fausto Pepe. Il competitor di Umberto Del Basso De Caro ha chiesto voti per le primarie. Ma è fin troppo facile intuire che Abbate in realtà guarda oltre la siepe delle primarie, puntando dritta come una linea retta alle Regionali. Intanto, ad Airola, è portatrice di un’insana contraddizione: continua a tenere in piedi la maggioranza di Michele Napoletano che dal Pd è passato ad ingrossare le fila di Forza Italia, spostando l’amministrazione da sinistra a destra. Ma Abbate, che ad Airola è assessore, anziché lasciarlo un po’ al largo a questo giro, lo giustifica, magnanima, evidentemente in funzione anti-De Caro. Anziché ritagliarsi il ruolo, anche qui di badante (per giunta, di un trasformista), dovrebbe far  sperimentare a Napoletano quanto “il naufragar m’è dolce in questo mare”.

Davanti a cotanti deluchiani, si staglia, senza volerlo, la figura di Mino Mortaruolo, che partito da un doppio svantaggio competitivo (consigliere regionale di Benevento, area interna con numeri da condominio, e decariano di ferro), è riuscito a entrare nelle grazie del Presidente. Rinunciando ai frizzi e lazzi e ai soliti scoppiettii che annunciano i fuochi d’artificio, ha portato a casa più di un risultato.

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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