Truffa all’Inps, ecco come funzionava il Sistema. Il rocambolesco arresto della ‘mente’

Avevano messo su un sistema ben congegnato, ormai oliato che andava avanti da circa 10 anni. A capo dell’organizzazione c’era un professionista che aveva ideato un meccanismo, che ha fruttato milioni di euro. La ‘mente’, così lo definiscono gli inquirenti, aveva costruito un congegno quasi perfetto in grado di realizzare una truffa milionaria all’Inps. Un soggetto quasi cinematografico la cui descrizione da parte degli inquirenti evoca Frank  Abagnale Jr.,il protagonista del film di Steven Spielberg, Prova a prendermi, dove un 16enne senza soldi scopre di avere un ‘talento’ da truffatore. 

Una struttura a piramide, al vertice della quale c’erano 10 persone,  i prestanomi di una rete di 17 società fittizie, ‘gli organizzatori’ ossia quelli che provvedevano a gestire i prestanomi (quasi sempre persone bisognose e che non avevano niente da perdere) e al reclutamento dei disoccupati da assumere fittiziamente, e infine i ‘poveri cristi’ da utilizzare come bancomat. 

Da una parte, dunque, i professionisti, dall’altra i poveri cristi, persone senza lavoro e reddito che finivano nella loro rete per qualche spicciolo. Perché le indennità di disoccupazione fatte pervenire attraverso false assunzioni presso le loro società fittizie, non finivano nelle loro tasche, ma nei conti del gruppo criminale. “Hanno sottratto i soldi allo Stato, anzi al popolo italiano, si sono arricchitiha tuonato oggi il Procuratorecon i soldi destinati ai disoccupati“.

Duecento richieste di indennità di disoccupazione, 17 società fittizie, più di 1 milione di euro sottratti all’Inps, 2 milioni e 600 mila euro di frode all’erario attraverso un perverso meccanismo di fatturazioni inesistenti: sono questi i numeri di una delle più grandi truffe all’Inps forse mai realizzate in Italia e che vede Benevento come palcoscenico.

A capo del sistema, che prende le mosse nel 2010, la Mente, un consulente del lavoro, il ‘promotore’ lo chiamano gli inquirenti che “ha diretto in modo preciso, scientifico e scaltro operazioni complesse“.

Le 17 società interagivano tra loro  in modo da neutralizzare i controlli degli organi inquirenti, assumevano e  commercializzavano tra loro, non avevano sedi né beni strumentali, non risultavano scritture contabili, mentre nessun pagamento avveniva tramite banca.

Le attività di indagini partono nel 2018, quando nel corso di un controllo del lavoro nero, viene fermata una persona assunta in  una delle 17 società.  Dai controlli risulta che quella società non era attiva nonostante avesse molti dipendenti. Da quel momento, il sistema comincia a vacillare: qualche dipendente parla e viene piano piano alla luce un sistema criminoso molto complesso.  Le decine e decine di assunzioni vengono smontate una ad una, fino a dipanare una matassa intricatissima.

Il ‘promotore’, cioè il consulente del lavoro considerato la Mente del gruppo, viene definito dal Gip una ‘figura essenziale, fondamentale per il sistema”.

Durante le perquisizioni a fine 2018 viene rinvenuto un supporto informatico con le cartelle per ogni singolo dipendente e un promemoria con le risposte che l’assunto fittizio avrebbe dovuto eventualmente fornire agli organi inquirenti.

Le indagini hanno dovuto fare i conti anche con le fughe di notizie e i tentativi di distruzione delle prove: dalle intercettazioni i destinatari delle misure dichiaravano di sapere di essere intercettati e  che ci fossero cimici nei loro uffici, “ma nonostante questo delinquevano in libertà senza preoccuparsi delle conseguenze“.

E questa mattina, gli uomini della Guardia di Finanza, arrivati a casa di uno dei destinatari della misura cautelare, si sono imbattuti in un  rocambolesco tentativo di fuga e di distruzione delle prove: “Dopo 10 minuti, è fuggito nelle campagne circostanti ed ha nascosto una valigia con documenti che siamo riusciti a recuperare e che analizzeremo nelle prossime ore”..

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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