Una scoppiettante Gea Martire al Mulino Pacifico. Il sogno meccanico di Roselena che vola sulla luna

“Era un grande meccanico, zi’ Donato, faceva resuscitare le machine morte. Diceva “alzati e cammina”. Quei portentosi miracoli vissuti nell’officina all’ombra del Vesuvio le avevano inculcato l’amore per i motori. Così Roselena cominciò a sognare che da grande avrebbe fatto il pilota. Alla faccia dei pregiudizi e dei luoghi comuni. Per i quali quel mondo non era cosa da donne, ma solo di uomini. Per questo la sfida diventava più intrigante. Nessuno la poteva fermare. Perché al posto del cervello aveva un motore.

La storia leggendaria della sua emancipazione rivive nel monologo “Il motore di Roselena”, portato in scena al Nuovo Mulino Pacifico nell’ambito della rassegna “Obiettivio T”, organizzata dalla Solot di Benevento. La protagonista e mattatrice dello spettacolo è Gea Martire, che racconta e interpreta con freschezza narrativa la sua voglia di “volare” oltre gli stereotipi, con sarcastica derisione la presunta superiorità degli uomini in un settore, da sempre considerato loro territorio esclusivo.
Le avventure di Roselena con le macchine sono come amplessi erotici. La prima volta fu una festa. Era il 13 marzo 1973, quando provò un 65 cavalli. La sua esperienza si consolida all’Alfasud, dove alle donne è consentito di fare solo gli sportelli. In compenso qui incontra l’amore della sua vita, Tonino, col quale riesce a portare avanti l’officina ricevuta in eredità dallo zio. Ma il suo desiderio è quello di calcare le piste di tutto il mondo perché “la barca nel porto sta sicura, ma è stata fatta per non stare ferma”.
Roselena s’impegna, partecipa a corsi di formazione, va a Modena, guida una Maserati, correrà sul circuito di Monza. Nel cuore porta sempre i suoi idoli, zì Donato e zì Nicola. Nel 2000 diventa collaudatrice. Vince la gara. Arriva al settimo cielo. Anzi le sembra di volare sulla luna. Ma un improvviso incidente la fermerà. Per lei è solo una revisione, come per le macchine, perché è pronta a ripartire con più slancio di prima. La drammaturgia dello spettacolo, intenso e trascinante, è di Antonio Pacale, la regia è di Nadia Baldi. L’attrice è davvero scoppiettante come un motore, interpretando con dolcezza perfino i rumori.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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