Valle Caudina, è tempo di fatti. La ferrovia deve passare allo Stato. Il sottosegretario Margiotta: “Vi darò una mano”

Non è più tempo di chiacchiere e promesse, ma di fatti e di azioni. Altrimenti la Valle Caudina rischia l’isolamento. Il grido di dolore si è nuovamente levato in un convegno promosso dall’associazione culturale “Impegno Civico”, tenutosi presso la Camera di Commercio di Benevento. La speranza di risolvere gli atavici problemi che attanagliano la ferrovia che collega il capoluogo sannita con Napoli è riposta nel passaggio dall’Eav alla Rfi, cioè nel trasferimento della infrastruttura dalla gestione regionale a quella statale. Quando si approderà a questo decisivo risultato? Quali sono i veri ostacoli?

Per arrivare alla svolta tanto attesa fu sottoscritto il 12 luglio 2019 un protocollo d’intesa tra le parti interessate. Bisognava valutare in pratica costi e benefici, nonché procedure e tempi. Il discorso è stato comunque avviato, ma la burocrazia con connesse lentezze gioca, come al solito, la sua parte frenante. “Il passaggio alla Rfi -ha ribadito il sottosegretario Salvatore Margiotta- è la strada maestra. Non è risolutiva di tutto, ma è sicuramente la migliore possibile. Dopo bisogna stare attenti, spingere, stimolare. Noi ci saremo. Prometto il mio impegno, vi darò un mano”.
Un altro tassello è stato messo nello scorso ottobre. “E’ in corso uno studio di fattibilità -fa sapere Francesco Fusco, delegato Eav- abbiamo attivato tavoli tecnici e tematici. Prima della prossima estate dovrebbe essere tutto definito. Alla fine del mese arriveranno altri due nuovi treni. All’inizio di quest’anno sono partiti i lavori per la messa in sicurezza della tratta, che saranno ultimati entro il 2022.Per realizzare il Sistema di Controllo Marcia Treni, richiesto dopo l’incidente di Andria-Corato, la regione ha investito 29 milioni d euro. I passaggi a livello saranno sostituiti con meccanismi moderni”.
Le condizioni in cui versa la cosiddetta “ferrovia di cartone” sono davvero allucinanti. Per arrivare da Benevento a Napoli si impiegano non meno di due ore. Si fa prima ad andare a Roma. “E’ assolutamente indecente -ha osservato Giovanni Zarro di “Impegno Civico”- percorrere appena 70 chilometri in tanto tempo”. “A volte ci si mette anche due ore e mezzo -fa notare Augusto Genovese del Comitato Disagiati Valle Caudina- perché il treno non può procedere a più di 50 chilometri all’ora. Succede, ad esempio, che il capotreno scende a Tufara, apre la stazione, manda un fonogramma e poi risale”.
Il potenziamento e l’ammodernamento della Ferrovia Valle Caudina avrebbero un notevole impatto ambientale, sociale ed economico su un territorio abitato da quasi settantamila persone, che ruota intorno a paesi nevralgici per l’agricoltura ed il commercio come Cervinara e Montesarchio. “Con infrastrutture efficienti -ha sottolineato Giuseppe Marotta, prorettore dell’Università del Sannio- si fermerebbe la fuga dei giovani e, quindi, lo spopolamento dei territori. Con la Valle Telesina agganciata all’Alta Capacità e la Valle Caudina ferma, si creerebbe uno squilibrio nella stessa provincia di Benevento”.
Le misure imposte dall’Agenzia Nazionale Sicurezza Ferroviaria non possono rappresentare un alibi per non agire in fretta. La sostituzione dei circa sessanta passaggi a livello insistenti sulla linea potrebbe avvenire con maggiore celerità. “Nell’attuale processo di investimenti -ha rilevato Umberto Del Basso De Caro, deputato del Pd- la Valle Caudina ha fatto la Cenerentola, pur essendo un territorio importante, dinamico e mercantile. Per la Benevento- Caserta ci vogliono 300 milioni di euro. Nel nuovo contratto di programma bisogna aggiungerne altri 150.Per l’Avellino-Pianodardine, già finanziata, attendiamo la gara d’appalto. Poi bisogna realizzare i 1700 metri che mancano tra la Fondo Valle Vitulanese e la Fondo Valle Isclero”.
Il sindaco di Montesarchio, Franco Damiano, ha denunciato il rischio di marginalizzazione della Valle Caudina, che potrebbe trovare un’ancora di salvezza nel collegamento con la stazione di Agragola. “Credo che la Rfi sia interessata -ha immaginato- ad una popolazione di 100 mila abitanti, tra territorio caudino e comuni limitrofi”. Mentre il sindaco di Rotondi, Antonio Russo, ha auspicato una sorta di “ricompensa cristiana” ed una mobilitazione più incisiva per uscire dal possibile isolamento. L’ex deputato Zarro ha proposto un “Comitato d’Azione per il passaggio dall’Eav alla Rfi”.
“Io non sono napolicentrista -ha concluso Fusco- la regione ha messo in campo diversi progetti. Tra questi lo “Smart Station”, con un investimento di 28 milioni di euro. A Benevento andranno 4 milioni e mezzo, mentre a Santa Maria a Vico 2 milioni e mezzo. Prevede il restauro delle vecchie stazioni ed un sistema di controllo, con sorveglianza e telecamere, con una postazione centrale nella Stazione Appia di Benevento. Qui saranno realizzati anche alloggi per studenti universitari. A breve sarà eliminato il passaggio a livello di contrada Monte Pino. Nel frattempo si sta precedendo all’assunzione di 350 persone”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Enable Notifications    OK No thanks