Vicenda Asea, la Cassazione: “Ricci e Nardone hanno agito correttamente”

Tutti gli atti precedenti devono essere annullati. La Cassazione smonta tutte le vecchie sentenze sul caso Asea(Azienda Sannita Energia Ambiente).La provincia di Benevento ha agito correttamente nel dichiarare decaduto dall’incarico di presidente, Alfredo Cataudo. La vicenda risale al 19 luglio 2016,quando  il Responsabile Trasparenza e Anticorruzione della Rocca dei Rettori, Franco Nardone, all’epoca anche segretario generale, adottò un provvedimento di incompatibilità nei confronti del numero uno dell’azienda preposta all’energia. La revoca di Cataudo, in sostanza, non ha nulla di discrezionale o persecutorio.

La nomina al vertice dell’Asea fu fatta dall’ex presidente della provincia, Aniello Cimitle, nel 2013.Ma i problemi sorsero al momento della sua riconferma. Il segretario generale ravvisò che non erano trascorsi i due anni previsti dalla legge, per poter assumere incarichi in aziende partecipate, dopo avere svolto l’attività politica come consigliere provinciale. Contro la decisione di Nardone, il presidente Cataudo presentò ricorso al giudice ammnistrativo ed in un primo momento ebbe ragione. Con la sentenza del 28 gennaio 2020,la Cassazione mette tutto nelle mani del giudice ordinario.

Ma stabilisce anche alcuni punti  fermi: il segretario Nardone non ha esercitato “alcuna discrezionalità amministrativa”, ma “sono stati accertati specifici inadempimenti tendenti al diritto soggettivo alla conservazione dell’incarico”, non vi è stato alcun “potere autoritativo discrezionale” da parte dell’amministrazione provinciale, guidata all’epoca dal presidente Claudio Ricci. “Pertanto -conclude la Cassazione a Sezioni Unite- il ricorso della provincia, presentato dall’avvocato Felice Laudadio, deve essere accolto e deve essere dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario, davanti al quale vanno rimesse le parti, anche per le spese legali del presente giudizio”.

“Con questa sentenza -ha commentato Ricci- è stata riconosciuta la correttezza della provincia. Mi sento ripagato di tante amarezze. Tante falsità vengono spazzate via. Non avevo dubbi. Chi ha pensato il contrario mi deve chiedere scusa”. Il segretario Nardone ha obbedito alla legge 39/2013.Per la Cassazione era obbligato ad agire come ha fatto. Sulla vicenda pende ancora un processo penale presso il Tribunale di Benevento, che vede coinvolti Nardone e Ricci per abuso d’ufficio.Ma questa ultima sentenza riporta tutto sul binario giusto.

 

 

 

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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