Viespoli: “Ridotti a imitare Montoro. Pd e Mastella stessa politica”

Che tra Clemente Mastella e Pasquale Viespoli la differenza fosse quasi antropologica lo testimoniarono gli elettori con il voto del 2011 che punì la ‘santa alleanza’ a sostegno di Carmine Nardone candidato sindaco.

Ora che l’ex Guardasigilli è sindaco di Benevento, a Viespoli tocca il compito di  passare periodicamente al vaglio del suo impareggiabile acume le ‘conseguenze’ del mastellismo.

Viespoli chiarisce che Mastella però non gli sta sul gozzo, che “non è una questione personale” ma solo politica.

La città è diventata troppo piccola davanti a problemi troppo grandi”, ha tuonato oggi Viespoli in una conferenza stampa declinata per capitoli.

I vice-sindaci a tempo determinato e il Pd specchio del mastellismo

“Mastella ha inaugurato perfino la stagione dei vicesindaci precari, a tempo determinato”, dice, mentre Pasquariello “è il primo vicesindaco balneare”.

“Mi sorprende, però, tutto il silenzio che cala intorno a queste ed altre questioni”, sottolinea Viespoli.  Ed è una perifrasi per dire che maggioranza e opposizione a Palazzo Mosti sono, in fondo, fatti della stessa pasta. Come dimostra anche l’estenuante tiro alla fune tra Pd e Pasquariello (primo vicesindaco balneare della storia d’Italia) sui fondi per due (due, sic!) impianti sportivi della città: “Una corsa non solo ridicola, ma patetica ad attribuirsi la paternità di un finanziamento pubblico. Eppure la politica è dovere di un servizio o non è”, sbotta l’ex sindaco/senatore/ sottosegretario. Insomma, Pd e Mastella sarebbero facce della stessa medaglia e già ti immagini il sottosegretario De Caro che, specchiandosi,  rimanda nello specchio l’immagine del Mastella nazional-popolare.  “La verità è che hanno la stessa mentalità – insiste -, siamo alla politica funzionale al consenso”.

L’Amts che non trotta

“Quello che manca è un dibattito alto –  argomenta Viespoli -. Pensiamo a quello che sta accadendo con il trasporto pubblico locale. In una battuta, potremmo dire che si cammina ma non si trotta, il ritardo nei pagamenti degli stipendi era nelle cose. Eppure non c’è nessuno che affronti con serietà la questione. E’ completamente assente un confronto anche aspro sullo sviluppo della città”.  Viespoli lascia intravedere dietro di sé una scia di errori commessi da avversari e analisti: la sottovalutazione, l’incapacità di intravedere cosa si sta muovendo nel sottobosco, il deserto della politica da cui può, nel medio-lungo periodo, emergere di tutto.

Da Città Spettacolo alla Frittura all’italiana

E’ sulle scelte di intrattenimento dell’amministrazione Mastella che Viespoli sfodera quel lessico tagliante come la lama di un coltello che lo contraddistingue. “Città Spettacolo è un morto che cammina”, sentenzia.  “Non esiste più – aggiunge -. Chiamatela come volete, magari Frittura all’Italiana così la capisce pure De Luca, ma non offendete la memoria chiamandola ancora Città Spettacolo”. Sotto il naso, scorrono delibere: “Le avete lette?”, chiede, retoricamente, ai giornalisti.  E illustra quella con cui la Giunta ‘autorizza’ il fund raising per la manifestazione ‘supplementare’ “A Nord di nessun Sud”: “Vi rendete conto? 155 mila euro di raccolta fondi, che peraltro dovrebbe essere consentito solo per scopi sociali. Dove troveranno questi soldi?”.

Mentre nella delibera sul Rigoletto si configurerebbe addirittura un debito fuori bilancio ‘consapevole’ , perché “c’è una spesa non coperta da entrata certa”. Il che , fa notare Viespoli, è una grave anomalia per un Comune in dissesto.

Così altro che New York, Benevento si è ridotta ad “imitare Montoro, dove la Cena in bianco è alla terza edizione”.  Il resto non è niente, ma un esercito di parole armate: “Quella cena rappresenta l’esposizione di una borghesia parassitaria di questa città. Città Spettacolo non era nata per fare turismo ma per sviluppare attrattività”.

E infine: “Il mio passato è valorizzato da questo presente”, dice con la consapevolezza di chi sa di stare nell’Olimpo degli dei caduti più per uno scherzo della storia che per demeriti propri.

I trasformisti

E l’ex sindaco di Benevento è anche l’unico che in questo quadro che cambia i colori come se fossero calzini   affida alle cose parole calzanti: “Siamo in presenza di processi di trasformismo che oggi vengono fatti passare come adesioni a un ipotetico Partito della città”. L’allusione è alla recente nomina di Rossella Del Prete ad assessore all’Istruzione e diramazioni varie. Dalla segreteria del Pd, la docente Unisannio, un marito dirigente della Cgil, si è accomodata nella Giunta Mastella senza destare alcuna indignazione, neppure del suo partito di provenienza.

Poi il movimentismo di Ap: “Gli Appisti hanno costituito in Consiglio un gruppo di confine, è solo l’esercizio più scontato del mastellismo puro, tanto che lo stesso sindaco ha dovuto rivedere il suo  giudizi sull’operazione.” Siamo alla riabilitazione dell’utilità marginale di cui Mastella è il maestro”.

Intorno, c’è una città “senza visione”, che non sa che direzione prendere, che stenta a trovare chi gliela indica. 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

2 pensieri riguardo “Viespoli: “Ridotti a imitare Montoro. Pd e Mastella stessa politica”

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    30/07/2017 in 09:24
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    Grazie per la citazione ma a Montoro “Cena in Bianco” è organizzata da privati e non c’è un euro investito dal Amministrazione. Vi invitiamo cordialmente a partecipare alla nostra Cena per nulla borghese.
    Mi perdonerete ma è importante fare i giusti distinguo ?

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    31/07/2017 in 01:03
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    Cena in bianco Montoro è la prima cena sociale della Campania, organizzata da un associazione di promozione sociale senza contributi pubblici..molto riduttivo questo articolo, che per denigrare Mastella, si usano queste mezze parole.

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