Zanotelli a Benevento: “No al business dell’acqua. Avanti col referendum”

“Bisogna prendere coscienza e mettersi insieme. Come dice Papa Francesco: “Dovete urlare, gridare. E’ importante creare un movimento popolare. Se questa piazza verrà riempita sull’acqua, chi occupa i palazzi del potere tremerà. Guardando questo bellissimo tramonto, quel rosso sullo sfondo è uno spettacolo, un bel segno di speranza per questa città. Con questo referendum Benevento può rinascere. Ce la dobbiamo fare. Coraggio e buon cammino”. Così padre Alex Zanotelli sprona alla battaglia per l’acqua pubblica.

Parla da un palchetto in Piazza Castello, accanto alla Rocca dei Rettori, e guarda lontano, invitando la gente a svegliarsi, ad organizzarsi, a raccogliere tremila firme per imporre un referendum comunale contro la privatizzazione totale della preziosa risorsa. Perché anche a Benevento sarebbero in corso giochi poco chiari che preludono ad una gestione monopolistica. “Il vostro comune -precisa- vuole vendere una parte delle azioni che ha in Gesesa, che già è dominata dal gruppo privato Acea. Bisogna impedirlo. Anche l’arcivescovo e le parrocchie si facciano sentire”. Nell’operazione acqua si è tuffata di gran carriera la società romana che vorrebbe acquisire altri comuni sanniti per poter partecipare alla gara per il Gestore Unico previsto dall’Ato. “Raggiunta questa posizione di forza-denuncia Gabriele Corona, presidente di Altrabenevernto- Acea potrebbe imporre all’Alto Calore il Consorzio Unico per mettere le mani sull’acqua delle province di Benevento e Avellino e da lì poi arrivare all’Acquedotto Pugliese per gestire e privatizzare tutta l’acqua del Mezzogiorno d’Italia”.


L’iniziativa per lanciare la consultazione referendaria è stata promossa dal Comitato Sannita presieduto da Giannicola Seneca ed è stata animata dagli interventi di Marco Apostoli di Brescia e del docente universitario Alberto Lucarelli. Il punto di partenza della protesta e della proposta è la richiesta del rispetto del verdetto del referendum nazionale del 2011,che segnò la schiacciante vittoria dei no alla privatizzazione. Per ribadire che l’acqua non può stare sul mercato, né può essere fonte di affari e profitti.
Il quesito referendario potrebbe essere questo: “Volete voi che il gestore unico del servizio idrico integrato per il comune di Benevento sia integralmente in mano pubblica, senza concedere mai la partecipazione di soggetti privati?”. La mobilitazione è cominciata. Per sostenere la battaglia hanno parlato Amerigo Ciervo dell’Anpi, Michele Martino di “Libera”, Gianna Serena Franzè della Cgil, il grillino Vittorio Giangregorio. Al convegno erano presenti, tra gli altri, i parlamentari Pasquale Maglione e Danila De Lucia e le consigliere comunali Farese e Mollica per il M5S, ed alcuni esponenti del Pd, da Italo Di Dio a Nino Del Vecchio, ex amministratore dell’Alto Calore.
La questione della difesa dell’acqua pubblica si è intrecciata con la protesta contro l’impianto di compostaggio previsto a Sassinoro. “Stiamo lottando da quasi tre mesi-sottolinea Matilde Prozzillo, rappresentante del Comitato Civico Tutela del Territorio-il mega impianto progettato dalla regione in un fazzoletto di terra per noi è come un “mostro”, che stravolgerà il paesaggio. Dovrebbe nascere, infatti, a pochi metri dalle abitazioni, da un oleificio e dal fiume Tammaro che alimenta la diga di Campolattaro”.
Per sventare la costruzione della struttura a Sassinoro si è svolto anche uno storico Consiglio Provinciale. Il presidio dei cittadini è partito il 27 marzo scorso è non si fermerà. “Non possiamo accettare -osserva Marilena Pisano, del Comitato “Mamme Sannite”- che nel nostro piccolo comune, di 500 abitanti, vengano smaltiti i rifiuti di tutta la Campania, composti per il 40 per cento da fanghi industriali. Che ne sarà del Parco del Matese di cui facciamo parte? Per questo diciamo no alla “monnezza” indiscriminata”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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