Consorzio agrario, uno scandalo senza colpevoli. Ma dalla Procura qualcosa si smuove

È uno scandalo, per ora, senza colpevoli e senza ‘perché’.

Quella del consorzio agrario di Benevento è ancora una ferita aperta: per i dipendenti licenziati, per i fornitori, per gli agricoltori e per un intero territorio che dovrebbe vivere di agricoltura.

 

Il Consorzio Agrario è stata una delle aziende più importanti del Sannio, con oltre 100 anni (cento,sic!) di attività.

Leader nel comparto agricolo, tabacchicolo e vitivinicolo, nell’ultimo decennio, nella distrazione di molti, era praticamente diventato il feudo della famiglia De Girolamo.

Fondato nel 1901, all’attivo circa 1000 imprese agricole associate, il Consorzio attraversava da decenni una crisi profonda, che aveva portato alla liquidazione coatta amministrativa della società.

Per anni, il direttore è stato Nicola De Girolamo, padre della ex parlamentare ed ex ministro all’Agricoltura, Nunzia De Girolamo

La nomina a deputata e poi a Ministro dell’Agricoltura (nel Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano) consentiva a Nunzia De Girolamo di stringere il nodo che teneva legata la sua famiglia al Consorzio.

Fu nel nome del padre che mise il naso anche nel Consorzio, producendo, a quanto pare, solo conflitti di interesse, passività gestionale, clientelismo e disoccupazione“, scrivevamo in un articolo del 2 marzo 2018.  

L’azienda finì in liquidazione coatta amministrativa con esercizio provvisorio.

Mentre il fallimento era in agguato e il mare in tempesta, però, a papà Nicola veniva assicurata una scialuppa di salvataggio“, osservavamo.

Nonostante l’avvento dei commissari, Nicola De Girolamo continuava ad occupare la poltrona di direttore, percependo uno stipendio considerevole.

Fu nominato direttore da uno dei commissari ministeriali che si succedevano, continuando a gestire, con esito non  proprio brillante, le politiche aziendali del Consorzio Agrario.

 

Gli ultimi due commissari, Giacomo Papa e Valentina Rettino, furono nominati e scelti tra le amicizie beneventane della figlia Nunzia.

Proprio la commercialista Rettino procedette, di concerto con il signor De Girolamo, al licenziamento collettivo di  12 lavoratori, in particolare di tutti i dipendenti che erano anche rappresentanti sindacali della Cgil, Ugl e Sinalcap. La Cisl all’epoca era non pervenuta. 

Decisioni assunte in nome del risanamento dell’azienda e del suo rilancio, mentre si presentava un concordato preventivo al Tribunale di Benevento per portare l’azienda in bonis, che però i Giudici della seconda sezione civile hanno  inviato alla Procura della Repubblica.

Intanto, stentano ad arrivare gli esiti delle indagini anche alla luce della presenza da mesi, presso gli uffici di via XXV luglio, degli uomini della Guardia di Finanza.

Stando alle ultime indiscrezioni, sembra che in queste ultime settimane ci siano state perquisizioni negli studi beneventani dei commissari e nella casa di Nicola De Girolamo, mentre dalla Procura sembra siano partiti i primi avvisi di garanzia.

Per la verità, mai come per questa inchiesta che pure investe il destino di decine di lavoratori  (che si sono ritrovati a perdere il lavoro di una vita a 50 anni o 60 anni) e di un intero territorio non è trapelato nulla. 

Negli ultimi mesi, la vicenda è stata portata alla ribalta dal deputato del M5S, Pasquale Maglione, che ha chiesto la rimozione dell’attuale commissario (Rettino, amica d’infanzia di Nunzia De Girolamo) e la nomina di un commissario più lontano dalle dinamiche relazionali e di potere sannite.

Nelle prossime settimane, infatti, pare che sia in dirittura d’arrivo un  commissario da Roma. 

Intanto, guarda caso, dopo anni di silenzio e immobilismo, si è scatenata la guerra di comunicati stampa.

Lo scorso 20 novembre si è tenuta l’assemblea dei lavoratori, per discutere della situazione in cui versa l’azienda.

Nel corso dell’incontro, indetto dalla FAI CISL, sindacato assente dal Consorzio fino alla fase del licenziamento, si è parlato anche dell’esito del Tavolo con il Commissario liquidatore, da cui è emersa la mancanza di garanzie dei livelli occupazionali.

I lavoratori restano preoccupati per la situazione e chiedono ai sindacali  di attivarsi al fine di individuare una soluzione occupazionale.

A Caserta, grazie ad una legge nazionale salva-Consorzi, alcuni ex dipendenti del Consorzio Agrario sono stati assorbiti dalla Regione Campania. Una soluzione che stenta a decollare nel Sannio.

Ma a parte l’interventismo della Cisl, va in scena anche lo scontro Coldiretti-M5S.

Condividiamo i timori espressi dalla Fai Cisl sul destino del Consorzio Agrario di Beneventoscrive Gennarino Masiello, vice presidente nazionale della Coldiretti -. Chiediamo che questo patrimonio del territorio resti nelle mani del territorio. Un patrimonio che appartiene agli agricoltori e su cui manca da decenni una visione strategica”.

Per Masiello il Consorzio è vivo e vegeto, per cui avrebbe bisogno di rialzarsi e mettersi a camminare, dopo decenni di paralisi. La presa d’atto pubblica della grave crisi che sta attanagliando l’ente di via XXV luglio e la revoca del commissario Valentina Rettino da parte del ministro allo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ha riacceso i riflettori.

È da un anno che si parla di revoca del commissario e ora ci vorranno ancora chissà quanti anni per comprendere il destino del Consorzioavverte Masiello -. I commissariamenti che si sono succeduti negli ultimi vent’anni hanno bloccato investimenti e innovazione. Il senso di un Consorzio Agrario è sostenere le imprese agricole sia nelle difficoltà che nella crescita. E non ci possiamo permettere tempi lunghi per prendere decisioni. È ora di smetterla con il girone infernale dei commissariamenti e tornare ad una gestione ordinaria”, afferma la Coldiretti, in cui militò per decenni lo stesso Nicola De Girolamo.

Negli anni della gestione De Girolamo, però, nessuna organizzazione di categoria aveva alzato  la voce o sollevato  un dito.

Ora che si avvicina un commissario da Roma, estraneo alla realtà sannita, sembrano risvegliarsi pretese e aspirazioni.

Lo stop alle ingerenze, arriva dal M5S.

La replica del deputato Maglione non si fa attendere ed è tranchant: “Grazie all’azione caparbia del Movimento 5 Stelle, sta per cominciare una nuova stagione e se si vuole realmente bene al Consorzio agrario bisogna che al nuovo commissario, che a giorni verrà nominato, venga data la possibilità di lavorare senza nessun tipo di ingerenza”.

 

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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