La Mazzoni dalla bulimia di potere alle dimissioni indotte. Tra i motivi una candidatura alle Politiche o il timore di una condanna per Mastella

“Si rende noto che il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha ricevuto stamani una nota del vicesindaco Erminia Mazzoni, ne ha preso atto e deciderà di conseguenza”, è laconico il comunicato diramato, qualche minuto fa, dall’ufficio stampa di Palazzo Mosti sul caso Mazzoni. 

Da ieri, si erano rincorse le voci di possibili dimissioni del vicesindaco. Poi la stessa Mazzoni aveva scritto sul gruppo whatsapp della Giunta, un messaggio – “Buona vita a tutti” – che suonava come un commiato. 

E questa mattina la Mazzoni ha inviato una comunicazione ufficiale al sindaco, annunciando le sue dimissioni.

Ma è giallo sulla motivazione.

Tra Mazzoni e Mastella toni da match

Erminia Mazzoni, già consigliere regionale, già deputata, già europarlamentare, era stata nominata dal sindaco Mastella sua vice, in virtù di un accordo pre-elettorale. Non si era candidata direttamente alle Comunali, ma aveva espresso una candidatura e, in cambio del sostegno all’ex Guardasigilli, aveva chiesto il posto da vicesindaco. 

Ma i rapporti tra i due si erano incrinati presto: Mastella è personaggio ingombrante, avvezzo a giganteggiare, di un trasbordante narcisismo; la Mazzoni è femme fatale, abituata a fare la prima donna, comincia a manifestare insofferenza  rispetto a un sindaco che non lascia ampi spazi di manovra.

Mazzoni scalpita, anche per una candidatura in Parlamento alle prossime Politiche, e Mastella si fa sempre più intollerante.

Ormai, i toni tra i due sono da match. Mastella la isola ogni giorno di più e la Mazzoni è già sull’onda dell’andante gioioso di chi sta per ricevere il benservito. 

Mastella, in fondo, l’ha trattata da subito come una miracolata. 

Vent’anni sulla scena politica, una bulimia di potere

E’ vero che Erminia Mazzoni ha una carriera politica lunga come la quaresima, ma è vero altresì che in politica non ci si può aggrappare a rendite di posizione. Ma la Mazzoni sembra essere affetta da una sorta di bulimia di potere.

Figlia di una delle famiglie più in vista della città, è stata consigliere provinciale e  consigliere regionale dal 1995 al 2000.

Nel 2001 fu  eletta alla Camera dei deputati  nelle liste della Casa delle Libertà, in quota Centro Cristiano Democratico, e nel 2006  nelle liste dell’UDC.

Ma per non farsi mancare niente, la Mazzoni alle elezioni politiche del 2008 si candida al Senato con l’Unione di Centro (in seconda posizione, dietro a Ciriaco De Mita). Ma il flop è in agguato, perché il partito non supera la soglia di sbarramento del 4 per cento.

Sempre perché tutte le strade portano a quote di potere, nel 2008, si candida con l’Udc alla Presidenza della Provincia di Benevento, ottenendo il 6,036% dei votI.

Nel 2009 è stata eletta al Parlamento Europeo con il PdL. 

Sempre nel 2009 lascia l’Unione di Centro per aderire al Popolo della Libertà.Nel 2013, però, ci ripensa e aderisce al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, che lascia nel 2014.

Alle ultime regionali, sostenne apertamente Vincenzo De Luca, candidato del Pd, scaricando l’amico di un tempo, Stefano Caldoro. In virtù di questo presunto legame con il Governatore campano, Mastella aveva accettato di buon grado che fosse lei il suo vice. Ma quel rapporto si è rivelato un albero senza frutti.

Per vent’anni, la Mazzoni ha dunque calcato la scena politica nazionale e locale, eppure risulta impossibile rintracciare un’idea o una visione o un progetto o una strategia di sviluppo che sia collegabile alla sua azione. 

Anche da vicesindaco, il low profile non le ha consentito di entrare in connessione con la città. E c’è da giurarci della sua fuoriuscita si accorgeranno solo gli addetti ai lavori. 

Giallo sulle motivazioni

Dietro le dimissioni indotte della Mazzoni ci potrebbero essere, dunque, due motivazioni. Una più politica: una sua candidatura al Parlamento sarebbe di intralcio all’ambizione di Mastella di veder eletto uno suoi figli alle prossime Politiche, progetto per il quale pare stia lavorando alacremente.

Un’altra più tecnica: sul sindaco Mastella pesa la spada di Damocle di una sentenza di condanna nel processo Udeur che, se arrivasse, produrrebbe la sua sospensione da primo cittadino. In  quel caso, il Comune dovrebbe essere guidato dal vicesindaco e Erminia Mazzoni non appartiene al suo cerchio magico, è difficile da ‘governare’ e dotata di troppa autonomia. Ecco perché Mastella avrebbe premuto l’acceleratore sulla rottura.

 

 

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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