LA NUOVA RUBRICA DELLA QUARANTENA. ARRIVA LA PLAYLIST DEI GIORNI DISPARI DI ERNESTO RAZZANO

Sappiamo che l’isolamento forzato a cui tutti noi siamo chiamati a causa di un nemico invisibile di nome Covid-19 ci svuota le giornate e sospende il tempo.

La musica è uno straordinario palliativo, una vera e propria cura dell’anima e del cuore.

Abbiamo voluto chiedere ad un esperto, ad uno studioso appassionato di musica, di stilarci una playlist della quarantena: ve ne proporremo una ogni giorno dispari della settimana.

Ecco La playlist dei giorni dispari/1 a cura di Ernesto Razzano.

Una playlist si può creare in tanti modi, è un esperimento di fantasia e di libertà. Non sempre è necessario trovare un legame o un criterio nell’elencare canzoni, farlo però può essere un vantaggio per cercare meglio. Per questa rubrica, un criterio, non certo rigido, proverò ad averlo, una sorta di guida alla ricerca e all’ascolto, mescolando aneddoti e storia.

Questa rubrica è anche collegata a una playlist Spotify che si aggiorna di volta in volta con i titoli raccontati.

Non ci sarà un numero fisso di brani, come la tracklist dei vinili proviamo a stare tra 7 e 12 per volta.

Cominciamo questo nuovo viaggio con una sorta di giro del mondo, a partire dall’Inghilterra dei Beatles (e da dove sennò), per andare in Sud America, Senegal, New York, a San Pietroburgo e in Emilia.

1 A day  in the life – The Beatles -Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band – 1967

2 Epoca – Gotan Project – La revancha del tango- 2001

3 7 Seconds – Youssou’n’Ndour – The Guide – 1994

4 Clandestino – Manu Chao – Manu Chao – 2000

5 Bem Que Se Quis – Marisa Monte – Marisa Monte – 1989

6 Del Mondo – CSI – Ko De Mondo – 1994

7 Prospettiva Nevsky – Franco Battiato – Patriots – 1980

8 New York City Serenade – Bruce Springsteen – The Wild, the Innocent & the E Street – 1973

A day  in the life

Lennon- McCartney è certamente il duo cantautorale migliore di sempre. Lo dice la storia, lo dicono i numeri. Sebbene le canzoni le scrivessero assieme, a cantarla era poi la voce di chi dei due l’avesse maggiormente ispirata, composta. A day in the life è comunemente considerata una delle più belle canzoni di sempre, e contiene anche la particolarità dell’alternanza delle due voci a seconda delle strofe. E’ una delle tracce di Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band, l’album che a giugno del ’67 apre l’estate psichedelica. Musicalmente coinvolge addirittura un’intera orchestra, e per quelli che credono alla dipartita di Paul McCartney, nasconde anche dei segreti. Le storie su questo disco, d’altra parte, sono infinite, basti pensare che solo sulle vicende della canzone si continuano a scrivere interi libri.

Epoca

La Casa Rosada è il palazzo del potere di Buenos Aires. Sin dalle prime sparizioni dei giovani oppositore al regime dittatoriale del Generale Videla a fine anni Settanta, le nonne e le mamme di Plaza De Mayo, sfidano la dittatura, in cerca di verità prima e giustizia poi. Il fazzoletto bianco è il loro segno di riconoscimento, e i Gotan Project, nella loro canzone Epoca, a ritmo di un tango moderno, ravvivano la memoria e il significato di quella lotta che sventola il suo “Panuelo Blanco”.

 

7 Seconds

I processi di nascita e affermazione della world music sono molteplici e vivono di tante concause che ne hanno permesso lo sviluppo. L’incontro della musica occidentale con quella africana è certamente uno snodo essenziale. L’ex Genesis Peter Gabriel ne è uno dei promotori più instancabili, mentre, per quanto riguarda il mondo africano, un grosso contributo viene dato dal giovane Youssou’n’Dour, che ancora adesso continua a investire energia e soldi,  nello sviluppo della musica nel suo continente.  7 Seconds è certamente la canzone che lo ha fatto conoscere al grande pubblico.

 

Clandestino

Manu Chao, il francese di genitori spagnoli, è per anni impegnato nello straordinario progetto musicale dal nome Manonegra, che mescola etnie e sonorità diverse, costruendo sul palco degli show di un’energia assoluta. A un certo punto tutto si ferma e della band non si hanno notizie. Qualche tempo dopo comincia a fare il giro del mondo, spinto da un insistente passa parola, un disco minimale, acustico, ritmico, con una voce familiare, che per la prima volta non viene sovrastata da sezioni di fiati e percussioni. Manu Chao è tornato da solo, con una manciata di canzoni che si diffondono senza confini, a partire da Clandestino, che diventa il suo inno.

 

Bem Que Se Quis

Marisa Monte canta splendidamente, è brava e comunicativa, e si avvia a un grandissimo successo in sudamerica. Pino Daniele è uno dei musicisti italiani più votato all’orizzonte internazionale. I due mondi che si incontrano, come dimostra il risultato, sono meno lontani di quanto si possa immaginare. Ed è così che la canzone E po che fa, traccia presente in Bella‘mbriana, attraversando l’oceano, diventa Bem Que Se Quis per la voce e l’interpretazione della cantante brasiliana.

 

Del mondo

Giovanni Lindo Ferretti, messa da parte l’avventura CCCP con il disco Fedeli alla Linea, trasforma, anche alla luce degli avvenimenti geopolitici, il suo progetto musicale in C.S.I. Consorzio Suonatori Indipendenti). Il 1994 è l’anno della luce di questo nuovo percorso inaugurato dal disco Ke de Mondo (Codemondo è anche un paesino del reggiano, non lontano dai luoghi di nascita di Ferretti e Zamboni). Di questo disco, l’ascolto del brano Del Mondo, molto amato da ogni fun della band, ma troppo sottovalutato da tutti gli altri, potrebbe  essere un’ottima chiave d’accesso per cominciare a conoscere la storia di una delle band più importanti della musica italiana.

 

Prospettiva Nevski

E’ la strada principale di San Pietroburgo. La Rivoluzione d’Ottobre è cosa fatta da qualche anno. I bolscevichi al potere vivono gli anni più controversi, con le prime concessioni all’iniziativa individuale sancite nella Nuova Politica Economica. Dopo barlumi di libertà portati dalla rivoluzione socialista, la Russia e tanti altri paesi, si preparanno agli anni della stalinizzazione. Chi meglio di Battiato può portarci indietro nel tempo e nei luoghi raccogliendo piccole e grandi sfumature?  La canzone è stata poi incisa mirabilmente anche da Alice.

 

New York City Serenade

Nel repertorio del musicista americano, oltre alle ruvide e sincere ballate rock, alle canzoni acustiche di certi periodi, e a quel potente rock blues che marca da anni un territorio sonoro che radica nel folk cantautorale dei primi anni Sessanta, ci sono anche “anomalie”, gemme nascoste. in dischi lontani. New York City Serenade è la lunga traccia che conclude il suo disco del 1973 The Wild, the Innocent & the E Street Shuffle, che lancia definitivamente la carriera di Bruce Springsteen.

 

_________________

Chi è Ernesto Razzano

 Nato a Benevento, ha vissuto per molti anni a Firenze, dove si è laureato in Scienze Politiche/Storia. Dopo una borsa di studio a Bologna ritorna a vivere a Benevento. Lavora in ambito musicale/imprenditoriale. Giornalista pubblicista scrive soprattutto di musica,  libri e storia.  Collabora con le pagine culturali di alcuni periodici. E’ stato ideatore e curatore di programmi radio. Ha scritto e pubblicato alcuni racconti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.