“I renzini danno del rincoglionito a Zagrebelsky, intanto la Costituzione è già cambiata”

 

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di Gianluca Aceto

La Corte di Appello di Napoli reintegra cinque operai della Fiat di Pomigliano.

Erano stati licenziati due anni e mezzo fa per aver inscenato il suicidio di Marchionne e dell’azienda mediante l’impiccagione di un manichino.

La scena è senza dubbio forte e ricorda le proteste dei popoli mediorientali contro gli ‘occidentali’.
I cinque volevano richiamare i due suicidi reali, concretizzati da una collega e un collega che non sopportavano le angherie del reparto-confino di Nola: il luogo dove vengono mandati i “ribelli” ad espiare le pene connesse ai loro peccati. Peccati che poi, fondamentalmente, si condensano in questo: non piegare la testa e non scappare dietro l’angolo.
Se al posto di quei cinque ci fossero stati dei neoassunti, il giudice non avrebbe potuto imporre il reintegro.

Grazie al Job’s Act di Renzi.

La Costituzione l’hanno già cambiata.

Materialmente e culturalmente.

Gli è bastata una legge ‘ordinaria’.

Il lavoro non gode di buona salute ma il renzismo esulta perché il capo ha «asfaltato» in tivvù Zagrebelsky, definito sovente un «vecchio rincoglionito» e roba del genere.

E tu che leggi non sai se chi scrive è del PD o è qualche troll grillino che prova a far saltare i neuroni dei malcapitati.

Vince la semplificazione, intesa come semplicistico taglio dell’accetta.

Vince l’ignoranza, intesa come ripiegamento disfunzionale che colpisce ogni classe sociale e culturale.

Vince il mefistofelico ‘spirito dei tempi’.

E chi perde?

È una notte buia e tempestosa.

Auguri, Silvio, per i tuoi primi 80 anni.

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